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Cronaca locale

Ernst Bernhard e Dora, la fuga dai nazisti rivive alla Bicocca

Il tema natale di Mussolini, Hitler, Stalin e Churchill tra le carte di lavoro

Junghiani Ernst e Dora Bernhard e il tema natale di Mussolini

Una storia speciale, nella quale si intrecciano i legami affettivi, l’amore comune per la psicoanalisi di Carl Gustav Jung e la grande storia, che costringe la coppia a fuggire dalla Germania nazista, nel 1936, per arrivare a Roma. È la vicenda dei due psicoterapeuti Ernst Bernhard (1896-1965) e Dora Friedländer (1896-1998), ai quali l’Università di Milano-Bicocca dedica una mostra liberamente aperta al pubblico, a 130 anni dalla nascita. Curata dallo storico Matteo Fiorani e ospitata nella Biblioteca della Bicocca (edificio U6 Agorà, secondo piano), la mostra si intitola «Da Berlino a Roma. Una coppia junghiana in fuga dal nazismo. Ernst Bernhard e Dora Friedländer» e resterà aperta fino al 23 dicembre. Cinque tappe illustrate su pannelli, con immagini e documenti originali, e una nota artistica nell’allestimento: a rappresentare i due protagonisti un filo blu e un filo rosso scuro, che partono separati per correre uniti.

Il curatore, Matteo Fiorani, entra nel dettaglio: «Di grande attualità è il taglio sulla migrazione, che consente di raccontare tutti i vari passaggi della loro vita, a partire dalla diaspora degli junghiani dalla Germania nazista, dal momento che insieme a loro scappano anche altri loro amici, ben quattro coppie». Nella sezione «Prima di partire» viene seguita la coppia nella vita in Germania, nella sezione «In fuga» la decisione di lasciare la Germania in mano ad Hitler per emigrare in Italia. Una scelta singolare, dal momento che in Italia imperava il fascismo. Emigrano in Italia nel 1936, quando ancora era loro consentito l’esercizio della professione, due anni prima delle leggi razziali. Poco dopo, nel 1940, lui, ebreo, sarà chiuso in un campo di un internamento. «Il loro progetto iniziale era di andare a Londra - spiega Fiorani - ma per ottenere il permesso lui presenta una lettera firmata da Jung in cui si dice che è uno psicochirologo, e gli negano il visto. In Italia nel 1936 non serviva visto e fino al 1938 Bernhard ha potuto lavorare con l’università di Roma ed esercitare la professione».

In mostra ci sono i temi natali astrologici di Mussolini, Hitler, Jung, Churchill, Stalin, da un lato per l’aspetto anche esoterico della psicologia junghiana, dall’altro come approfondimento della realtà storica che caratterizza il loro percorso «perché gli junghiani analizzano anche il contesto, e Bernhard valuta la situazione politica anche attraverso il tema natale dei politici».

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