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Cronaca locale

Comune, stangata Cosap con bollettini sbagliati e a locali chiusi da anni

Il Comune sta mandando in tutta fretta gli avvisi di pagamento per i dehors del 2021. Il rischio è che cadano in prescrizione 37 milioni di tributi

Commercianti, un Natale di tasse

Centinaia di primi avvisi di riscossione inviati dal Comune per i pagamenti della Cosap (Canone Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche) ovvero l’attuale Canone Unico Patrimoniale per il 2021 stanno per essere recapitati ai gestori dei locali milanesi. A dover pagare per l’occuparzione di suolo i gestori che si erano «allargati» con i dehors, gli spazi esterni a locali, pub bar e ristoranti che man mano negli anni della pandemia hanno preso il posto di stalli di sosta e marciapiedi. Per compensare i gestori dei locali danneggiati fortemente dalle restrizioni alla vita pubblica dovute alla pandemia, l’allora governo aveva stabilito per legge che i dehors beneficiassero di esenzione totale dal pagamento del Cup dovuto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 (grazie alle proroghe contenute nel Decreto Sostegni e successivi decreti). Attenzione, però, l’esenzione non copriva le superfici eccedenti, che quindi sono state soggette a pagamento.

In seguito alla pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 12225 del 1° maggio 2026), però, il canone è stato qualificato con natura tributaria. Per i tributi locali, il termine di decadenza per l’accertamento è fissato a 5 anni (secondo l’art. 1, comma 161, della Legge n. 296/2006), così come la prescrizione delle relative somme.

Attenzione il Cup (ex Cosap) è entrato in vigore proprio nel 2021, ma negli anni non è stato costruito un data base preciso di tutti i locali con spazi esterni, anche perchè alcuni non si sono registrati a suo tempo, altri hanno chiuso o sono falliti, ecco quindi che Palazzo Marino in tutta fretta ha dovuto mandare fuori gli avvisi di pagamento per evitare che cadessero in prescrizione rischiando di perdere decine e decine di milioni di euro. Essendo stati compilati di fretta, però, sembra che molti di questi bollettini contegano errori di calcolo. Attenzione: si parla di 37 milioni di euro di controvalore. Il motivo? I funzionari che si occupavano di calcolare tasse e tributi, dal momento che il Comune ha deciso di portare in house la riscossione dei crediti, si occupano anche di questo. Oberati di lavoro e incalzati dalla fretta capita che sbaglino il calcolo delle somme dovute, «mandando fuori» bollettini e cartelle esattoriali con errori. Con buona pace di chi se li vede recapitare.

Non si illudano i titolari che Palazzo Marino aderisca alla Rottamazione-quinquies (e alle precedenti sanatorie per lo stralcio dei debiti locali), perchè ha già espresso parere negativo definitivo. Il motivo? L’amministrazione ritiene che sanatorie e stralci di sanzioni e interessi disincentivino i milanesi a pagare tasse e tributi dovuti