Deteneva 70 chihuahua in casa e poi li vendeva sui social. Chiuso allevamento abusivo

Il fatto è avvenuto a Sora (Frosinone). Il sindaco ha ordinato l'immediata cessazione dell'attività abusiva. I piccoli cani di razza sono stati trasferiti in una struttura idonea alle loro esigenze

Deteneva 70 chihuahua in casa e poi li vendeva sui social. Chiuso allevamento abusivo

Deteneva ben 70 chihuahua in casa senza regolare autorizzazione. È quanto hanno scoperto gli ispettori dell'Asl veterinaria durante un sopralluogo all'interno dell'abitazione di una donna residente nella provincia di Frosinone. Una convivenza - quella coi cagnolini - della quale la signora non faceva alcun mistero. Anzi. Stando a quanto si apprende da Il Messaggero online, la stessa avrebbe sponsorizzato l'allevamento (abusivo) sui social condividendo, con frequenza quasi quotidiana, le foto dei cuccioli. Il sindaco di Isola del Liri, Massimo Quadrini, ha ordinato la cessazione dell'attività di allevamento di cani, fino alla regolarizzazione della stessa, e l'obbligo di trasferire i piccoli quattro zampe in una struttura idonea ed autorizzata entro e non oltre 30 giorni.

L'allevamento abusivo di chihuahua

Difficile, se non impossibile, custodire 70 chihuahua in una comune abitazione. Eppure la proprietaria dei cagnolini aveva messo su un vero e proprio allevamento domestico. Peccato che non fosse a norma né idoneo a garantire condizioni di igiene e sicurezza alle piccole bestioline. Una circostanza che ha costretto il sindaco di Isola del Liri a prendere provvedimenti immediati. "Gli animali erano in buono stato di nutrizione e di salute - si legge nell'ordinanza emessa dal primo cittadino - provvisti di cibo e acqua, non mostravano sintomi clinici evidenti riferibili a malattie infettive o infestive e non vi erano segni riferibili al maltrattamento animale". Tuttavia la tipologia dei locali "non può assicurare condizioni igieniche sufficienti vista la presenza di un numero elevato di cani e l'impossibilità di effettuare operazioni di lavaggio e disinfezione appropriate". Inoltre, il numero degli animali presenti all'interno dell'abitazione "configura indubbiamente un allevamento di cani di tipo professionale, - conclude il sindaco Massimo Quadrini - ma sprovvisto di apposito titolo autorizzativo ai sensi della normativa vigente".

La vendita sui social

La donna non faceva mistero dell'allevamento. Anzi. Era solita condividere foto dei piccoli pelosetti sulle pagine dei suoi profili social.

Oltre a ordinare la cessione immediata dell'attività fino alla regolarizzazione della stessa, il sindaco ha disposto il trasferimento dei chihuahua in una struttura adeguata alle loro esigenze entro 30 giorni.

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