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Cronaca locale

Dopo i ricorsi, il veleno. Malpensa intitolato al Cav riaccende l’odio a sinistra

La Russa contesta l’assenza del sindaco e chiede di ripensarci. Sala: “Contrario, non potevo venire con il sorriso”. Ronzulli: “Majorino vuole rimuovere l’insegna? Fazioso”

Nella foto Paolo Berlusconi Ferno - Italia - Cronaca Venerdì, 25 Luglio, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Name of Malpensa airport to Silvio Berlusconi Ferno - Italy - News Friday, 25 July, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

Probabilmente non tutti amano John F.Kennedy e il suo partito, eppure nessuno si lamenta per l’atterraggio al JFK di New York. Così come anche per chi non lo ama, non è un problema decollare dal Charles de Gaulle, il CDG di Parigi. Così come dai tanti altri aeroporti intitolati a politici che si trovano sparsi nel mondo.E, del resto, lo scalo di Torino-Caselle è intitolato al partigiano Sandro Pertini, un presidente amato da tanti, ma non da tutti. Sia detto senza nessuna intenzione di ledere la maestà presidenziale.Ma in Italia, a differenza degli altri Paesi civile del globo, una polemica, soprattutto a sinistra, non ce la si fa mai mancare: e così anche l’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi è diventata oggetto di divisione e scontro. Prima le barricate di carte bollate e ricorsi al Tar erette dal sindaco Beppe Sala insieme ad alcuni colleghi di sinistra, poi l’assenza polemica alla cerimonia di ieri rimarcata dal ministro Matteo Salvini e dal presidente del Senato Ignazio La Russa che si augura in un ravvedimento: «Invito a rimediare: chi non è presente per ragioni di natura opportunistica ci ripensi e dica almeno dopo che questa scelta onora la Lombardia, Milano e l’Italia». Difficile ci ripensi Sala che ieri ha ricordato di aver «lottato contro questa decisione: cosa avrei dovuto fare? Essere presente, con un finto sorriso?». Ancora più deciso l’attacco dell’aspirante sindaco della sinistra di Elly Schlein Pierfrancesco Majorino che l’ha definita «davvero di una brutta pagina». Aggiungendo di augurarsi che «in futuro quella targa la si possa rimuovere». Segno che la campagna elettorale è già cominciata e che l’icona di Silvio Berlusconi torna sempre utile per chiamare alle armi una sinistra senza idee, né programmi. Ma con Mario Calabresi, il solito papa straniero catapultato dal Pd romano sui militanti milanesi.Se ne farà una ragione Berlusconi, uno che al vertice Nato di Pratica di Mare, ha saputo far stringere le mani a Vladimir Putin e George W. Bush. Così come vola alto la figlia Marina, convinta che «Malpensa sia un crocevia dove Milano e l’Italia incontrano il mondo: uno spazio di lavoro e scambi, di partenze e ritorni, un ponte tra Paesi, dove ogni giorno si annullano le distanze e si valicano i confini. Che nome migliore potrebbe avere un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi?».Non la lascia passare liscia, invece, la vice presidente del Senato Licia Ronzulli: «È questo il modo in cui Majorino pensa di proporsi alla guida di Milano?Pensare di rimuovere il nome di Berlusconi non segna una distanza politica, è solo un gesto meschino, fazioso e profondamente irrispettoso. Anche perché il fatto che Berlusconi abbia scritto la storia del nostro Paese, non solo a livello istituzionale, ma anche imprenditoriale, sportivo e culturale, è una realtà incontrovertibile. E non sarà certo Majorino a riscrivere la storia». Per il governatore Attilio Fontana «Silvio Berlusconi ha fatto la storia di questo Paese e rappresenta i tipici valori di questa terra: è il miglior interprete dei valori della Lombardia. Io sono orgoglioso del fatto che la Regione è stata tra le primissime istituzioni a rivolgersi a Enac e a Sea per questa l’intitolazione».


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