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Fdi “stoppa” le primarie, Confalonieri tifa Perego sindaco

Gelo La Russa e Santanchè sui gazebo. Il Pd Pacini: “Tetto di spesa”

Nella foto Silvia Sardone Milano - Italia - Cronaca Lunedì, 12 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Assolombarda Assembly 2026 Milan - Italy - News Monday, 10 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

Assemblea di Assolombarda con vista Comunali. Il centrodestra tra l’altro aveva sondato anche l’ex presidente, Alessandro Spada. Ma ieri a tenere banco dietro le quinte, in attesa della premier Giorgia Meloni, è il toto nomi e il derby primarie sì/no che vede opposti Lega e Fi. «Speriamo che il candidato sia Matteo Perego di Cremnago» dichiara Fedele Confalonieri arrivando al teatro Dal Verme. Il sottosegretario alla Difesa è stato lanciato domenica (anche) dal segretario nazionale di Fi Antonio Tajani ma è stato proposto per primo dal ministro di Fdi Guido Crosetto, e sarebbe apprezzato dalla stessa Meloni. Ieri Perego era presente, idem Silvia Sardone, candidata da Matteo Salvini che giorni fa ha rilanciato l’ipotesi primarie «il secondo weekend di novembre» se «non si trova un accordo tra i leader». Fi ha chiuso, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi che è il terzo papabile sul tavolo pure, FdI è fredda tendente al gelo. Sui social Sardone ricorda «quando, appena finita l’università, andai a fare uno stage in Assolombarda nel comparto metalmeccanici. É un onore per me essere all’Assemblea, accanto a chi rappresenta il settore produttivo del territorio». Nelle stesse ore il sottosegretario salviniano Alessandro Morelli ribadisce la linea: «Lasciamo che sia il popolo del centrodestra a scegliere il candidato, gazebo entro novembre».

A ruota arrivano il presidente FdI del Senato Ignazio La Russa e la senatrice Daniela Santanchè. «Il nome si trova con la sintesi, è la tradizione del centrodestra. Non abbiamo mai avuto difficoltà a trovare un punto di convergenza, senza bisogno di scimmiottare la sinistra - afferma La Russa -. Poi non sarebbe un dramma. Sbaglia solo chi dovesse dire, e facciamo finta che non l’abbia detto nessuno, o così o pomì, se vi piace così bene altrimenti andate da soli». E si riferisce al coordinatore di Fi Alessandro Sorte che ha respinto i gazebo e ipotizzato una corsa solitaria della Lega. La Russa esclude invece che la coalizione vada a ripescare un quarto nome, «non sarà necessario, la rosa è questa. Poi, tutto è possibile..». Anche Santanchè ribadisce che «le primarie non fanno parte della nostra storia. Si troverà una sintesi». Ma Salvini torna a insistere: a Sorte ricorda che «Berlusconi ha fondato il centrodestra unito, non si vede perchè ci si debba dividere qui. E facciamo le primarie dove si chiede di farle, a Milano, Bologna...».

A sinistra, il Pd Lorenzo Pacini propone già una serie di regole ai probabili competitor alle primarie, dal dem Pierfrancesco Majorino a Mario Calabresi: «Voto agli over 16, agli stranieri residenti e ai fuorisede e tetto massimo di spesa per la campagna. Non diventino una gara a chi ha più soldi a disposizione».