La città è insicura e crescono i reati? Bisogna chiederne conto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Semplice no? Il Pd, come sempre su questo tema si chiama fuori. Alessandro Capelli, segretario dem di Milano Metropolitana, risponde a chi punta il dito verso la sinistra dopo la classifica pubblicata dal Sole 24 Ore che vede Milano «primeggiare» in furti e rapine, ricordando che la sicurezza è responsabilità del governo e che quindi il Comune colpe non ne ha. Ma non funziona così. Certo, la competenza dell’ordine pubblico fa capo a Palazzo Chigi ma la sicurezza non si fa solo con le competenze, controlli e «pattuglioni». Meglio, non si fa solo così. La criminalità è un problema di quasi tutte le metropoli e nessuno ha la ricetta magica. Però la sicurezza è soprattutto un diritto che anche chi amministra deve garantire. Magari destinando più vigili al territorio ma soprattutto scegliendo di stare dalla parte di chi quel diritto lo difende. Senza se e senza ma. E su questo tema Palazzo Marino negli ultimi anni ha fatto sempre un po’ di confusione. E allora prima di chiamarsi fuori, di dire che sugli allarmi si fa sciacallaggio sarebbe bello che, parlando del diritto alla sicurezza, non si scendesse a patti con chi ad esempio occupa le proprietà altrui, con chi (sempre ad esempio) manifesta ma poi devasta vetrine e auto in sosta. Con chi prende a sassate i poliziotti, con chi li insulta, con chi non si ferma ai posti di blocco. E si potrebbe continuare. Salvo poi accorgersi che ormai Milano è sempre più insicura anche perchè drammaticamente divisa tra ghetti e quartieri di lusso, tra chi vive alla grande e chi nel degrado. Ma è più facile prendersela con Piantedosi. Come quando piove che è sempre colpa del governo
