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Governance dell’AI : la città si candida a ospitare la sede Onu. Firma da Assolombarda

Al Manifesto hanno aderito anche AmCham Italy e Confcommercio insieme a rettori e istituzioni scientifiche. Il 9 la presentazione

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (c) , gesticola accanto al presidente del Senato, Ignazio La Russa (d), e il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia all'arrivo all'Assemblea di Assolombarda, Milano, 12 ottobre 2026. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

«Il pericolo dell’Intelligenza Artificiale non è la macchina che si ribella ma un’umanità che, delega dopo delega, resta formalmente al comando senza saperlo più esercitare». È questo il senso del Manifesto firmato ieri da Assolombarda, AmCham Italy (l’ente statunitense che si occupa di favorire le relazioni economiche e culturali fra Usa e Italia) e Confocommercio. La frase è stata pronunciata dal conigliere delegato di AmCham Italy, Simone Crolla. La firma suggella la candidatura di Milano a ospitare una sede Onu sulla governance dell’Intelligenza Artificiale e il 9 novembre la candidatura verrà presentata ufficialmente. «Una governance non sanziona e non scrive regole ma aiuta gli Stati a valutare capacità e rischi - ha chiarito Crolla - Il progetto di AmCham Italy è stato chiamato Radegonda, dalla centrale elettrica di via Santa Radegonda che nel 1883 illuminò la Scala: 143 anni dopo Milano desidera tornare ad accendere la luce sul futuro globale». Il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, è convinto che Milano debba occupare questo ruolo: «Non basta andar più veloci, dobbiamo essere sicuri di andare nella direzione giusta; le decisioni che incidono sulla vita dei cittadini e delle imprese devono rimanere in capo a chi può comprenderle e risponderne». Il discorso di Biffi all’Assemblea generale è stato incentrato sull’Intelligenza Artificiale che sta diventando «fisica» («physical AI»), «perchè ora l’AI sta uscendo dagli schermi per entrare nelle macchine e la prospettiva cambia parecchio, quando la tecnologia deve diventare produzione non bastano gli algoritmi. Servono robotica, maccatronica, sensoristica, ingegneria. Serve industria. Serviamo noi». Il «noi» è riferito ai più di 7mila imprenditori del quadrilatero rappresentato da Assolombarda e formato dalle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza (la cui produttività è stata apprezzata dalla premier Meloni intervenuta all’assemblea).

L’Intelligenza Artificiale che prende forma avrà un luogo fisico a Mind dove sta per sorgere il «forgIA Physical AI Ecosystem», uno spazio di ricerca e sperimentazione per sviluppare nuove applicazioni di AI «a partire dalle Scienza della vita», ha annunciato Biffi. Quindi «porteremo questo modello oltre i confini nazionali, stiamo lavorando a Officina Italia, stazione manifatturiera in Silicon Valley che metta in connessione le nostre imprese con partner americani». Ci sono però due presupposti necessari per raggiungere gli obiettivi: trattenere i talenti e ripensare la Grande Milano, «visto che occorre superare la frammentazione e i confini amministrativi». Quanto ai talenti, e poichè «la demografia ci dice che avremo sempre meno persone a disposizione, soprattutto giovani - ha riconosciuto Biffi - dobbiamo creare le condizioni che facciano sì che lavorare e costruire il proprio futuro a Milano sia una scelta concretamente possibile. Perciò guardiamo con interesse alla proposta del Governo di una tassazione agevolata sugli aumenti retributivi degli under 35». Ma questo non basta. I giovani possono pensare di restare se trovano casa. «Per quasi uno su tre l’abitazione insiste sulle scelte di vita. E quattro su dieci hanno rinunciato, negli ultimi tre anni, ad almeno un’opportunità per le difficoltà legate al trasferimento - ha aggiunto il presidente Biffi - Se la scelta del governo di mettere in campo un Piano Casa va nella direzione giusta, anche gli imprenditori possono dare un contributo. Abbiamo messo a punto una proposta per incentivare le imprese a sostenere le esigenze abitative dei propri dipendenti attraverso la piena deducibilità dei canoni di locazione e un trattamento fiscale favorevole per i lavoratori.

Con un costo stimato per lo Stato di 551 milioni annui la misura potrebbe interessare oltre 280mila lavoratori in tutta Italia. Senza giovani non c’è industria».

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