È finita la fase acuta dell’emergenza sul Naviglio Grande fra Magenta e Milano dove si è riversata una grossa quantità di idrocarburi. «Non c’è più trafilamento dalle fognature - ha spiegato il responsabile del Servizio acque reflue della Città metropolitana Giovanni Tinaro -. Non siamo nell’emergenza ma per giorni continueranno a vedersi macchie perchè manufatti e sponde che hanno assorbito, ora rilasciano il materiale». L’allarme è scattato venerdì pomeriggio quando in un cantiere per la sostituzione del sistema di pompe della fognatura a Magenta, che ha richiesto l’alt del sistema, si sono accorti dell’arrivo della massa ingente di idrocarburi che sono finiti nel Naviglio Grande. «Un quantitativo notevole» anche se non ancora quantificabile che ha attraversato vari comuni ovvero Robecco, Vermezzo con Zelo, Gaggiano per 28 chilometri fino ad arrivare a Milano. E’ stata una lotta contro il tempo per limitare i danni mentre arrivavano telefonate allarmate dai cittadini e si diffondeva «un odore fortissimo». Lo sversamento di idrocarburi nel Naviglio «è totalmente estraneo» ai lavori di manutenzione fognaria del gruppo Cap. Lo sottolinea il gruppo, che gestisce la rete idrica dei
Comuni della città metropolitana di Milano escluso il capoluogo, in una nota spiegando che gli interventi «non prevedevano alcuna operazione di scavo» anzi «sono stati proprio i tecnici di Gruppo, presenti in zona per le regolari operazioni di cantiere, a individuare per primi la presenza anomala di liquido sversato da terzi. Constatata la criticità il personale ha immediatamente dato l’allarme alle autorità competenti e si è attivato con tempestività per mettere in atto le prime misure di contenimento».
Per arginare l’espansione della macchia di gasolio sono state montate, all’altezza della Canottieri Milano, delle panne, rotoli arancioni di materiale in grado di assorbire l’acqua inquinata che si trova in superficie, e barriere più profonde per intercettare le alghe che hanno assorbito la materia oleosa. Obiettivo: salvare la Darsena e le acque del Pavese che finisocno nel sistema di irrigazione dei campi del Parco Agricolo Sud.
«Stiamo intervenendo sulla Darsena - spiega Alessandro Rota, presidente del Consorzio Est Ticino Villoresi - e a Gaggiano e abbiamo chiuso le bocche delle rogge irrigue per tutelare le coltivazioni risicole e le aree naturalistiche del Parco Sud». Adesso restano da quantificare i danni, mentre si avvia la ricerca del responsabile che ha sversato nelle fogne il materiale inquinante oltre «alla gestione di tutto il materiale che deve essere smaltito». Arpa Lombardia ha effettuato il prelievo di campioni della sostanza, che sono stati inviati ai laboratori per le analisi necessarie a determinarne l’esatta natura e saranno necessari alcuni giorni. Legambiente Lombardia fa sapere che «contribuirà in tutte le sedi competenti all’accertamento delle responsabilità di questo grave danno ambientale».
