Sono stati finora 14 in tutto i pazienti passati in questi giorni per il pronto soccorso oftalmico del Fatebenefratelli Sacco dopo l’eclissi di mercoledì sera. Quattordici milanesi che hanno guardato il cielo senza occhialini certificati, e che ora aspettano di sapere quanto gli è costato lo spettacolo.
E qui va detto cosa si rischia davvero, perché «niente di serio» è la frase che si dice sempre finché non lo è. Guardare un’eclissi a occhio nudo, anche parziale, anche per pochi secondi, concentra sulla retina una quantità di luce e di radiazione infrarossa che il cristallino non filtra e l’occhio non percepisce come dolorosa: la retina non ha recettori del dolore, quindi si può bruciare in silenzio mentre il cervello registra solo «che bello». Il danno, spiegano gli esperti del Fatebenefratelli, si chiama retinopatia solare, o maculopatia da eclissi: un buco, letteralmente, nella zona centrale del campo visivo, quella che serve per leggere, riconoscere un volto, guidare. Può essere transitorio. Può essere permanente. Non lo sai finché non passano ore, a volte giorni.
Dei 14 milanesi, la maggior parte presenta gli stessi sintomi già raccontati dall’ospedale il primo giorno: bruciore, occhio secco, annebbiamento in miglioramento, superficie della cornea irritata. Nessuna lesione retinica conclamata, fortunatamente, ma diversi pazienti sono stati messi in lista per gli esami di secondo livello l’Oct, la tomografia a coerenza ottica che si fanno nei giorni successivi, quando l’eventuale danno, se c’è, smette di nascondersi.
A Milano, va ricordato, l’eclissi aveva riempito il Monte Stella di gente come fosse un rave abusivo con vista su San Siro, copertura solare oltre il 90%, atmosfera da evento imperdibile. Gli avvertimenti del ministero della Salute erano stati diffusi per giorni, gli oculisti avevano ripetuto fino alla noia che gli occhiali da sole normali non proteggono da niente e che serve solo il filtro certificato ISO 12312-2. Milano ha letto, ha condiviso l’articolo su Instagram, e poi è salita in collina con gli occhiali comprati all’autogrill.
Il bello, se così si può dire, è che il conto dei danni sale ogni giorno che passa, esattamente come previsto dai medici: chi oggi si sente bene potrebbe scoprire tra 48 ore di avere un puntino nero al centro della vista. Chi ha un puntino nero oggi, magari, tra una settimana lo avrà dimenticato. La differenza tra questi destini non la decide il sole, che ha fatto lo stesso lavoro per tutti: la decide chi ha scelto di guardarlo protetto e chi no, cioè noi.
