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Cronaca locale

Urbanistica: il Tar boccia il progetto “VivaCertosa”

Per il Tribunale amministrativo - riporta Lapresse - gli edifici avrebbero “peggiorato le condizioni di aerazione e illuminazione almeno di una parte degli edifici esistenti nell’isolato”

«Giusta la collera dell'edilizia Ora soldi e meno burocrazia»

Urbanistica: oggi il Tar boccia un progetto, dà ragione al Comune che aveva negato i permessi e dà torto al costruttore. Si parla del progetto VivaCertosa (nella foto, dal sito della società), che prevede tre torri con 138 nuovi appartamenti in viale Certosa 165-177.

Per il Tribunale amministrativo - riporta Lapresse - gli edifici avrebbero «peggiorato le condizioni di aerazione e illuminazione almeno di una parte degli edifici esistenti nell’isolato», quindi ha fatto bene Palazzo Marino a negare il permesso di costruire a Green Stone per violazione della normativa sulle nuove costruzioni all’interno di cortili. Queste le motivazioni con cui il Tar ha respinto il ricorso dell’azienda. L’area interessata è un isolato chiuso tra le vie Certosa, Catullo, Gallarate e Giannini. Il progetto era stato bloccato degli uffici dell’Urbanistica, accogliendo la tesi dell’Avvocatura comunale con i legali Antonello Mandarano, Maria Lodovica Bognetti e Marialisa Angelico, per il superamento della «altezza massima» all’interno dei cortili che deve essere inferiore o pari a quella degli edifici intorno. La sentenza nega inoltre a Green Stone un risarcimento per il cosiddetto «danno da ritardo».

Lo sviluppatore immobiliare, assistito dagli avvocati Simone Pisani e Michele Comaianni, ha provato a invocare una norma di Regione Lombardia che, consentendo l’aumento dei diritti edificatori al progetto fino al raggiungimento dell’indice di edificabilità massimo, stabilirebbe che «tutti gli interventi di rigenerazione» degli immobili dismessi possono essere realizzati in «deroga» a una serie di limiti. Cosa che in effetti è capitata negli ultimi anni per numerosi progetti (finiti poi nelle inchieste). Ma per i giudici Nunziata-De Vita-Rossetti, la regola sui cortili è vincolante e ha «natura igienico-sanitaria», perché «funzionale all’illuminazione e all’areazione» dei palazzi che si affacciano su quello spazio vuoto. La Regione, si legge infine, «non consente affatto di derogare alle norme sui requisiti igienico-sanitari».

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