Due anni di carcere, pena sospesa. È stato accolto dal giudice il patteggiamento per Giusto Chiacchio, l’agente di polizia accusato di omicidio stradale per avere investito, in stato d’ebbrezza, il quasi coetaeneo Matteo «Baro» Barone, il 6 settembre 2025. Il tasso alcolico era di poco superiore allo 0,6 grammi per litro. Gli viene contestato l’omicidio stradale per «colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia, e violazione delle norme del codice della strada», tra cui la guida in stato di ebbrezza, che però non è stata contestata in modo autonomo.
Chiacchio in questi mesi ha risarcito, emerge da fonti legali, i familiari della vittima. Si è fatto interrogare, dando un contributo alle indagini. Il calcolo della proposta di applicazione della pena, da parte dell’avvocato Giuseppe De Lalla, ovvero i due anni di carcere, è stato fatto partendo da una pena di 4 anni e 6 mesi, ovvero di un anno superiore alla metà della pena, a cui è stato applicato lo «sconto» dato dalle concessione delle attenuanti generiche. Il patteggiamento dovrà essere ratificato dal gip.
Il pubblico ministero non ha ancora dato il suo parere. Intanto Chiacchio, superati i test psicologici, attitudinali e gli esami alcolemici e tossicologici, è tornato in servizio.Era il 6 settembre 2024 quando Matteo Barone, anche lui in stato di ebbrezza dopo essere rientrato da una serata con gli amici, è stato sbalzato via di quasi quaranta metri dall’Audi Q2 dell’agente, in via Porpora nei pressi dell’incrocio con via Ingegnoli.
L’incidente si è svolto, si legge negli atti, in uno «tratto di strada rettilineo, pianeggiante, privo di ostacoli alla visuale, in condizioni meteo serene», in un orario prossimo all’alba, ma con la visibilità garantita «dai lampioni pubblici e dai proiettori anteriori del veicolo». La velocità dell’auto di Chiacchio, secondo quanto si legge negli atti, era di 85 chilometri orari, superiore al limite dei cinquanta. La vittima, che si stava spostando sulle strisce, le aveva già percorse per quattro metri. «Baro» sognava di fare il cantante trap ed era prossimo all’uscita il suo singolo «Traumi», pubblicato postumo. Il giorno dopo l’incidente, centinaia di persone si sono riversate su via Porpora per chiedere strade più sicure.
