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Cronaca locale

La stretta del sindaco di Legnago sui maranza: “Se i genitori non collaborano, via i contributi”

Il primo cittadino di FdI studia una modifica ai regolamenti comunali per responsabilizzare le famiglie dei minorenni violenti: “I miei genitori me ne avrebbero date tante”

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Prima gli assistenti sociali e il tentativo di rimettere i ragazzi sulla retta via. Poi, se le famiglie non collaborano, la stretta sui contributi pubblici. È la linea scelta da Paolo Longhi, sindaco di Legnago ed esponente di Fratelli d’Italia, dopo l’ennesimo episodio di violenza che ha coinvolto due giovanissimi.

Sei giorni fa, nel centro della cittadina veronese, due quindicenni italiani di origine marocchina hanno prima scippato un’anziana, facendola cadere a terra, e poi rapinato un tabaccaio colpendolo con una bottiglia alla testa. I due maranza - entrambi già con precedenti - sono stati arrestati. Un episodio che ha spinto il primo cittadino a quella che lui stesso, come racconta il Corriere della Sera, definisce “una rabbiosa considerazione”.

“Molto spesso dietro a questi fatti ci sono giovani immigrati di seconda generazione e quindi famiglie perfettamente regolari nel nostro territorio. Famiglie che, come tutte quelle che ne hanno la possibilità, beneficiano di contributi e sussidi pubblici. Quindi mi sono chiesto, facendo anche una riflessione personale, cosa mai sarebbe accaduto se io mi fossi comportato così quando ero ragazzo...”, ha spiegato Longhi.

Nel mirino del sindaco finiscono soprattutto quelle famiglie che a suo giudizio non eserciterebbero fino in fondo il proprio ruolo educativo: “I miei genitori me ne avrebbero date tante, anche per molto meno, che me ne sarebbe passata la voglia... Quindi dietro il comportamento malavitoso di questi ragazzini, ci sono anche famiglie assenti alle quali non frega assolutamente un fico secco che i propri figli si macchino di questi reati”.

Da qui la proposta: legare alcuni contributi comunali alla collaborazione dei genitori nei percorsi predisposti dai servizi sociali. Il Comune mette a disposizione delle famiglie in difficoltà sovvenzioni che consentono, ad esempio, ai ragazzi di praticare sport o studiare musica. L’obiettivo non sarebbe quello di cancellare automaticamente gli aiuti, ma di introdurre un meccanismo di responsabilizzazione.

“Ho immaginato di disciplinare delle regole di condotta, cioè dire: tuo figlio ha compiuto misfatti di un certo tenore e tu ne sei il responsabile genitoriale”, l’analisi del primo cittadino: “Bene, a questo punto chiaramente sei chiamato dagli assistenti sociali a un percorso di collaborazione per far rientrare sulla retta via tuo figlio. Non lo fai, non partecipi agli incontri, non dai segnali di voler impegnarti? Io ti sospendo o ti tolgo il contributo. E questa è una cosa significativa. Insomma, devi dimostrare la tua collaborazione negli interventi educativi che noi proponiamo. Cosa che vale non solo per i genitori dei ‘maranza’, ma per tutti”.

Il sindaco ora vuole passare ai fatti. Sarà rivisto il regolamento del settore sociale e verranno analizzati i singoli bandi comunali per verificare dove sia possibile inserire il nuovo criterio: “Rivedrò il regolamento del settore sociale sull’attribuzione dei contributi e ogni singolo bando che possa prestarsi per questo tipo di iniziativa, proprio per introdurre questa mia novità, ovvero la ‘responsabilizzazione’. E poi il tutto passerà dalla giunta”.

Un esperimento che Longhi vorrebbe vedere replicato anche altrove: “Spero che questo mio principio venga adottato anche dagli altri Comuni e a tutti i livelli della pubblica amministrazione, da quella locale a quella statale”. Una stretta che parte dal caso dei maranza, ma che il sindaco precisa di voler applicare indistintamente a tutte le famiglie che, di fronte ai reati commessi dai figli minorenni, rifiutino di collaborare con le istituzioni.

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