Undicimilaquattrocento confezioni. Il numero, da solo, dice già tutto: un traffico che passa per i nastri bagagli e i pacchi delle spedizioni, sotto lo sguardo di chi pensa che la dogana sia solo un timbro. Non lo è. A Malpensa, tra le pieghe del traffico merci e passeggeri, la Guardia di finanza e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno passato tre mesi a scoperchiare un mercato clandestino che viaggia in valigia.
Il bottino racconta un’Italia parallela, quella delle scorciatoie estetiche e delle cure fai-da-te. Acido ialuronico, tossina botulinica, biostimolanti, aghi e creme anestetiche: il kit completo per trattamenti di bellezza «quasi certamente clandestini», dicono gli investigatori, scegliendo un aggettivo che pesa. Significa saloni improvvisati, mani non abilitate, siringhe che entrano nella pelle senza nessuna delle garanzie che la legge impone. Non è cronaca da rotocalco: è un rischio sanitario reale, distribuito capillarmente, un centro estetico abusivo alla volta.
Accanto ai filler e alle fiale c’è l’altra faccia del contrabbando farmaceutico: pastiglie per la disfunzione erettile senza alcuna tracciabilità, sostanze psicotrope spacciate come rimedi rapidi, prodotti per la perdita di peso pronti per il mercato nero del dimagrimento facile. Farmaci che non sono farmaci, nel senso che la legge attribuisce alla parola: senza autorizzazione all’immissione in commercio, senza controlli, senza responsabilità di nessuno se qualcosa va storto.
Ma è un altro numero, tra le pieghe del comunicato, a far drizzare le antenne: oltre 15 litri di un insetticida che contiene diclorvos. Il nome non dice niente ai più, ma agli esperti di tossicologia sì: è una sostanza bandita in tutta l’Unione europea dal 2013, perché basta poco inalarla, ingerirla, anche solo toccarla per correre un rischio letale. Gli effetti, spiegano gli investigatori, vanno dal malessere generale e l’irritazione degli occhi fino a manifestazioni neurologiche e neuromuscolari severe, con difficoltà respiratorie che nei casi più gravi possono risultare fatali.
Quindici litri non sono una fiala dimenticata in un bagaglio: sono un quantitativo industriale, pensato per un uso diffuso, probabilmente agricolo o domestico su larga scala, in barba a un divieto che l’Europa ha scritto tredici anni fa proprio per evitare tragedie. Chi lo comprava, e per fare cosa, resta la domanda aperta di un’indagine che a Malpensa, ancora una volta, si conferma uno degli avamposti più delicati del contrabbando che arriva dal cielo.
