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Cronaca locale

Milano riscopre la tradizione con i corsi di canto gregoriano

Un modo per scoprire “la profondità di una pratica vocale che ha accompagnato per secoli la vita liturgica dell’Occidente cristiano”

A lezione I corsi saranno aperti anche ai principianti

Milano riscopre la tradizione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado che con i docenti Giovanni Conti e Riccardo Zoia, in collaborazione con l’Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano (AISCGre), inaugurerà per l’anno accademico 2026-27 la «Schola Gregoriana», un percorso dedicato allo studio e alla pratica del canto gregoriano e del canto ambrosiano.

«La costituzione di una Schola Gregoriana all’interno delle attività musicali della Scuola Civica - si legge i una nota - rappresenta un’iniziativa di grande rilievo culturale: un invito a riscoprire, con strumenti moderni e consapevoli, la profondità di una pratica vocale che ha accompagnato per secoli la vita liturgica dell’Occidente cristiano». Spiegando come il canto gregoriano e il canto ambrosiano, pur appartenendo a tradizioni distinte, condividano una stessa radice: quella di un repertorio monodico «che ha modellato il pensiero musicale europeo, influenzando la nascita della polifonia e lasciando un’impronta indelebile nella storia della notazione e dell’interpretazione».

Un’iniziativa che si rivolge anche a partecipanti esterni (anche privi di conoscenze pregresse specifiche) oltre che agli allievi della Scuola. L’obiettivo è offrire un percorso graduale, capace di introdurre i neofiti ai fondamenti della disciplina e, allo stesso tempo, agli appassionati e ai musicisti già formati un’occasione di approfondimento specialistico.

La prima fase del percorso alternerà momenti teorici e pratici, «secondo un approccio che rispecchia la natura stessa del repertorio: un canto che nasce dalla parola liturgica e che richiede, per essere compreso, la conoscenza del suo contesto storico, delle sue funzioni rituali, delle sue modalità esecutive». Verranno affrontati i principali aspetti storici, liturgici, modali e notazionali, con particolare attenzione alle fonti manoscritte e alle diverse tradizioni di scrittura neumatica. Parallelamente, i partecipanti «saranno guidati nell’acquisizione di una tecnica vocale adeguata alla prassi monodica, basata su un’emissione naturale, sull’ascolto reciproco e sulla costruzione di un suono collettivo omogeneo».

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