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Cronaca locale

Movida, controlli e blitz anti-spaccio: 186 identificati e un locale chiuso

Tra Sarpi, City Life, la stazione Domodossola e piazza Sempione: 36 veicoli fermati, in 16 sanzionati per droga

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Milano non dorme, e nemmeno chi la controlla mentre il resto della città esce a cena, beve uno spritz, cerca un tavolo libero nei quattro angoli che venerdì sera sono finiti sotto la lente delle forze dell’ordine. Via Paolo Sarpi, City Life, la stazione «Domodossola», piazza Sempione: non un itinerario casuale, ma la mappa esatta di dove la movida milanese si concentra e si accende, tra locali affollati, saracinesche che si alzano al tramonto e strade che di notte cambiano popolazione.

Il servizio straordinario «Alto Impatto» l’ennesimo, ma non per questo meno necessario nasce dalle determinazioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, l’organismo che a Milano disegna, riunione dopo riunione, la geografia dei controlli cittadini. Una strategia che non improvvisa: individua le zone a rischio, le sorveglia con continuità, ne modula l’intensità in base a quello che succede sul territorio. Venerdì sera è toccato a quattro quadranti diversi della città, uniti da un solo filo conduttore: l’alta concentrazione di persone nelle ore in cui i controlli ordinari non bastano più.

I numeri, come sempre in queste operazioni, raccontano più di ogni descrizione. Due posti di blocco, 186 persone identificate, 36 veicoli controllati: un campione ampio, che restituisce la fotografia di una città che la sera si muove, si sposta, si accalca in pochi punti nevralgici. Le contestazioni al Codice della Strada non sono mancate, segno che il traffico notturno resta un capitolo aperto quanto quello della sicurezza personale.

Ma è il capitolo stupefacenti a pesare di più nel bilancio della serata: 16 persone sanzionate per possesso di droga, sostanze di vario tipo sequestrate. Un numero che, moltiplicato per le decine di controlli analoghi condotti nei mesi scorsi in altri angoli della città, comincia a delineare un fenomeno strutturale più che episodico: lo spaccio al minuto, il consumo diffuso, la naturalezza con cui certe sostanze circolano nei luoghi dell’aggregazione serale.

Il fronte degli esercizi pubblici, poi, apre un altro capitolo, quello meno raccontato ma non meno rilevante. Diciotto locali controllati, e per uno di questi la chiusura temporanea per la presenza di lavoratori irregolari. Dietro un aperitivo servito al bancone, dietro un tavolo apparecchiato in fretta, si nasconde talvolta un’economia sommersa che i controlli notturni intercettano quasi per caso, mentre cercano altro. È il lato meno spettacolare della sicurezza urbana, quello che non fa rumore ma erode allo stesso modo le regole del gioco.

Le forze del’ordine hanno già annunciato che l’attività proseguirà nei prossimi giorni, sempre nelle aree più frequentate dalla movida milanese. Non un’eccezione, dunque, ma un metodo: la presenza costante, visibile, pensata non solo per reprimere ma per prevenire. Un modo per dire, ai residenti come ai gestori dei locali, che la notte milanese non è terra di nessuno. È, semmai, terra presidiata, controllata, misurata numero dopo numero, servizio dopo servizio.

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