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Cronaca locale

Naviglio inquinato, caccia ai vandali: s'indaga anche sul passato

Il Noe sta per riaprire il fascicolo sugli sversamenti dolosi mai chiariti nel canale

Cisterna Si cerca il camion rimasto fermo in campagna a Magenta

Non è la prima volta. E questa, forse, è la notizia vera dietro la notizia. Gli episodi di sversamento lungo il Naviglio, quello che scorre tra i campi del Magentino e l’hinterland occidentale di Milano, si ripetono. Non è un caso isolato quello registrato nei giorni scorsi nella frazione di Cascinazza, nel comune di Robecco sul Naviglio: in passato, lungo lo stesso corso d’acqua, si erano già verificati episodi analoghi (anche se, va detto, mai di queste dimensioni), chiariti solo in parte. Un giallo che profuma di gasolio e premeditazione, insomma. Ed è proprio nei vecchi fascicoli che andrebbe cercata la continuità che l’acqua, da sola, non può raccontare.

Intanto, nelle campagne del Magentino, è caccia aperta all’ormai arcinoto camion cisterna, nuovo tassello entrato nell’indagine: un mezzo pesante, segnalato da un testimone che lo ha visto aggirarsi nella zona ai primi del mese, nei giorni in cui è stato registrato lo scarico di idrocarburi trasformatosi in una vera e propria «marea nera» che ha poi raggiunto Milano. I Carabinieri e la Polizia locale di Magenta stanno battendo strade secondarie e cascine, nel tentativo di risalire alla targa, al proprietario, al perché quel camion si trovasse lì. Se il collegamento con lo sversamento dovesse essere confermato, il quadro cambierebbe: non più solo un canale che assorbe in silenzio, ma una filiera, un tragitto, qualcuno che ha scelto quella strada, quella notte, quel punto del Naviglio. Un’azione deliberata e criminale, quindi. Su questi elementi la Procura di Milano, che indaga per dolo, ha deciso di affidare l’indagine al Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri di Milano guidati dal neo comandante, il tenente colonnello Enrico Castelli. Un dettaglio che, da solo, dice molto: non ci si accontenta di controlli ordinari quando la sensazione è che dietro un episodio possa nascondersene una serie.

Ieri mattina a Robecco sul Naviglio i tecnici del Gruppo Cap - la società pubblica che gestisce il servizio dell’acqua - sono arrivati per primi, E hanno lavorato per contenere lo sversamento, mettere in sicurezza il tratto interessato, guadagnare tempo per chi dovrà poi risalire alla fonte. «La ricostruzione puntuale della dinamica e dell’origine dello scarico potrà essere definita solo al completamento delle verifiche e dei controlli attualmente in corso», ha fatto sapere l’azienda.

Gruppo Cap ha garantito «la massima collaborazione alle forze dell’ordine, ad Arpa e alle amministrazioni locali». Una collaborazione che ora si misurerà sul campo: campionamenti, analisi chimiche, la ricerca di tracce che l’acqua, per sua natura, tende a cancellare in fretta. È una corsa contro il tempo che si gioca a monte e a valle del punto di scarico, mentre Arpa incrocia i dati, i Carabinieri della stazione di Magenta e dintorni, la Locale e i militari del Noe cominciano a interrogare chi in zona potrebbe aver visto qualcosa, e la caccia al camion cisterna continua tra le cascine del Magentino.

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