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Noemi Saetta la soldatessa morta a 23 anni. Il padre: "Dammi la forza di sopravvivere a questo immenso dolore"

Originaria di Velletri, aveva realizzato il sogno di entrare nell'Esercito dopo il diploma. La sua scomparsa ha sconvolto familiari, colleghi e l'intera comunità, che ora attende di conoscere l'esito degli accertamenti

Noemi Saetta la soldatessa morta a 23 anni. Il padre: "Dammi la forza di sopravvivere a questo immenso dolore"
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Un padre che prova a trovare le parole per raccontare l'indicibile. Un dolore così grande da lasciare soltanto una richiesta rivolta al cielo, trovare la forza per continuare a vivere dopo aver perso una figlia di appena 23 anni. Amore mio immenso, non perché tu sia stata mia figlia, ma tu eri bella, buona, umile, leale, educata, ti facevi voler bene da tutti, veramente la classica brava ragazza. Andare via a 23 anni... oggi il mio cuore si è spaccato a metà. Amavi la tua divisa e ne eri fiera ed orgogliosa e papà te la farà indossare per il tuo ultimo viaggio. Ora mi farò forza con l'altra metà per tuo fratello Willy, che vi amavate in modo smisurato. Chiedo solo, angelo mio, di darmi la forza di sopravvivere a questo immenso dolore. Ognuno di voi può solo immaginare quello che sto provando. Ora riposa in quell'angolo di cielo riservato a noi, te lo meriti. Ciao Noemina mia, ti amo. Papà Renato". È il messaggio pubblicato sui social da Renato Saetta, il padre della giovane militare morta improvvisamente mentre stava raggiungendo il proprio posto di servizio.

Il malore durante il viaggio sul bus militare

La tragedia si è consumata nella mattinata di venerdì 26 giugno. Noemi Saetta, soldatessa di 23 anni in servizio presso il Reggimento "Lancieri di Montebello" di Roma, si trovava a bordo di un autobus militare partito dalla caserma di Tor di Quinto e diretto al Palafiera di Fiumicino. Insieme ai colleghi avrebbe dovuto svolgere un servizio di pattugliamento in occasione del concorso per la magistratura. Durante il tragitto, mentre il mezzo percorreva il Grande Raccordo Anulare, la giovane è stata colta da un improvviso malore. Secondo quanto riferito dalla famiglia, si sarebbe trattato di una gravissima crisi respiratoria.

I tentativi di salvarla

I sanitari dell'Esercito presenti sul mezzo sono intervenuti immediatamente, cercando a lungo di rianimarla. Il pullman è stato fermato e sono scattate le procedure di emergenza, mentre la ragazza veniva poi trasferita d'urgenza all'Aurelia Hospital. Nonostante tutti i tentativi messi in atto dai soccorritori, per Noemi non c'è stato nulla da fare. È arrivata in ospedale già priva di vita. Per chiarire le cause del decesso, la Procura di Roma ha disposto l'autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni.

Il racconto del padre

Renato Saetta fatica ancora a credere a quanto accaduto. "In pochi secondi ho perso mia figlia. Una crisi respiratoria inesorabile me l'ha portata via. Stava andando al lavoro con la solita gioia e la passione che aveva. I sanitari dell'Esercito hanno provato per molto tempo a rianimarla sul pullman, che si trovava in transito sul Grande Raccordo Anulare, ma non c'è stato nulla da fare. Una morte improvvisa e impensabile per una splendida e brava ragazza di 23 anni". Parole che raccontano tutto il senso di impotenza di un padre costretto a confrontarsi con una perdita tanto improvvisa quanto inspiegabile.

Chi era Noemi Saetta

Originaria di Velletri, Noemi era molto conosciuta nella sua città. Dopo aver frequentato l'istituto alberghiero aveva deciso di seguire quella che considerava la sua vera vocazione: entrare nell'Esercito Italiano. Si era arruolata volontariamente e aveva affrontato il lungo percorso di formazione tra Ascoli Piceno e la Puglia. Dal settembre scorso prestava servizio a Roma nel Reggimento "Lancieri di Montebello", dove aveva iniziato il proprio percorso professionale con entusiasmo e grande senso del dovere. Chi la conosce la descrive come una ragazza seria, educata, determinata e sempre disponibile con gli altri.

Il legame con la famiglia

Nonostante gli impegni militari, Noemi rimaneva profondamente legata ai suoi affetti. Ogni volta che gli impegni di servizio glielo permettevano tornava ai Castelli Romani, nella casa di famiglia tra Genzano e Velletri, lungo la via Appia Nuova, per trascorrere il tempo con i genitori, il fratello William e gli amici con cui era cresciuta. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme non solo nella famiglia, ma anche nella comunità veliternа, che in queste ore si è stretta attorno ai suoi cari.

Il cordoglio della comunità

Fin dalle prime ore dopo la tragedia sono arrivati centinaia di messaggi di vicinanza alla famiglia Saetta. Amici, conoscenti, colleghi e semplici cittadini hanno voluto ricordare Noemi come una giovane donna che aveva realizzato il sogno di indossare la divisa, vivendo il proprio lavoro con orgoglio e dedizione. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, hanno espresso il loro cordoglio per la morte della giovane militare.

Mentre si attendono gli esiti degli accertamenti medico-legali che dovranno chiarire cosa abbia provocato il malore fatale, resta il dolore di una famiglia che in pochi istanti ha visto spezzarsi il futuro di una ragazza di appena 23 anni, partita quella mattina come tante altre per andare semplicemente al lavoro e mai più tornata a casa.

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