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Cronaca locale

Perego a Calabresi. “Per la sicurezza non bastano alberi e panchine”

Centrodestra. Il sottosegretario, tra i papabili, difende i militari. E sulle primarie: “Inusuali. Scegliere presto”

Azzurro proposto da Crosetto Il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago (Fi)

Secondo il giornalista Mario Calabresi che punta a correre come candidato sindaco del Pd «la sicurezza non sta negli spazi militarizzati e vuoti». Due sera fa ha portato l’esempio di piazza Selinunte a San Siro dove sono state rimosse quasi tutte le panchine perché i giovani la sera facevano chiasso. «Noi abbiamo bisogno di più panchine, dove ci sia socialità. Svuotare gli spazi e pensare che facciamo piazza pulita è una follia».Giorni fa invece il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, lanciato da Forza Italia come candidato del centrodestra e al momento in pole, è stato in Selinunte proprio durante un blitz dei Carabinieri, per ringraziarli per il loro lavoro prezioso, e ha la netta impressione che i residenti desiderino più divise che alberi e panchine. «Ho letto le parole di Calabresi su Selinunte - ha commentato ieri -. Prima di liquidare come “militarizzazione“ la presenza delle Forze dell’Ordine sarebbe utile andare in quelle piazze (c’è mai stato?), parlare con chi ci vive e toccare con mano degrado, illegalità e abbandono. La sicurezza non è una suggestione ideologica: è un diritto primario». E «chi governa Milano - prosegue - ha il dovere di garantirlo con presenza, risorse e risultati. Alberi, verde e spazi di socialità sono una priorità ma non possono diventare l’alibi per ignorare i problemi». Non basta «una panchina per rendere sicura una piazza. Pensare di nascondere il fallimento della sinistra dietro suggestioni letterarie e retorica dei sentimenti significa voltare ancora una volta le spalle ai problemi reali dei milanesi». Il sottosegretario azzurro ieri ha proseguito il suo inizio di campagna elettorale in zona Comasina e in corso Monforte e zona Risorgimento, dove c’è l’Opera Cardinal Ferrari che assiste i clochard.Anche la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, lanciata a Pontida (e rilanciata ieri) dal leader Matteo Salvini come candidata e «sindaco migliore per rilanciare Milano, se facessimo le primarie vincerebbe lei» ha detto, smonta a propria volta le teorie di Calabresi. Intanto, «non può continuare a cercare di “vendersi” come nuovo, puntando sulla stessa maggioranza che ha prodotto solo disastri in questi anni. Non convince nessuno e non è credibile» puntualizza.E legge che «per lui il problema di San Siro sono le panchine rimosse in piazzale Selinunte. Non credo, sinceramente, che sia quella la priorità per i cittadini di una zona degradata e abbandonata dall’amministrazione Sala».Sull’ipotesi primarie Perego ha ricordato che «non sono uno strumento che abbiamo mai adottato, se decidiamo di adottarlo su scala nazionale per qualunque tipo di competizione elettorale non ci trovo nulla di sbagliato, ma è un qualcosa di inusuale per il centrodestra che ha la sua forza nella capacità’, visto che c’e’ un rapporto molto forte tra i partiti, di trovare una soluzione condivisa». Auspica che «si arrivi a una soluzione presto sul nome ma questo compete ai leader, non al sottoscritto». Rispondendo a una domanda sull’apertura a liste civiche, come quella presentata dall’ex Fi Pietro Tatarella e il patron del Panino Giusto Antonio Civita, ha sostenuto che «è importante coinvolgere tutte le persone della società civile che hanno una idea da proporre per Milano».


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