Questa notte a Roma si è verificata vera e propria escalation di violenza, con ben due violente aggressioni che hanno fatto ripiombare la città nella preoccupazione e nella paura. Ancora una volta il teatro della barbarie è stata la zona che circonda la stazione di Roma Termini. Qui, infatti, si sono concentrati gli sforzi delle forze dell'ordine.
Stando a quanto riferito sino ad ora, entrambi gli episodi si sono verificati nella tarda serata di sabato 10 gennaio. Nel giro di un'ora, un uomo è stato ridotto in fin di vita, mentre un altro è stato brutalmente aggredito. Gli agenti di polizia, che si stanno occupando dei due casi, ritengono che potrebbe esserci un nesso fra le due aggressioni.
Il primo allarme è stato lanciato intorno alle ore 22.00, in via Giolitti. Qui un uomo sarebbe stato circondato e pestato a sangue da alcuni facinorosi. L'aggressione è stata particolarmente violenta, tanto che la vittima è stata lasciata per strada, esanime e sanguinante. Soccorso dagli operatori sanitari del 118, il soggetto è stato trasportato di corsa in ospedale, dove i medici hanno riscontrato gravissime ferite. A quanto pare l'uomo si trova in pericolo di vita. Ma non finisce qui. Meno di un'ora dopo, le forze dell'ordine sono intervenute ancora una volta in zona stazione Termini. Una seconda aggressione si è verificata, intorno alle 23.00, in via Manin, in zona Esquilino: un rider è stato brutalmente picchiato, ma è fortunatamente riuscito a scappare.
Gli inquirenti sospettano che le due aggressioni siano state commesse dal medesimo gruppo. La caccia ai responsabili è scattata nella notte, e prosegue anche questa mattina. Ci sono stati controlli a tappeto, e numerose verifiche di documenti. Secondo quanto riportato dalla questura, sette persone sono state fermate e portate all'ufficio immigrazione, mentre quattro sono state condotte in commissariato.
Le indagini sono ancora in pieno corso e coinvolgono agenti della Polfer, uomini del commissariato Viminale e agenti della Squadra Mobile. Gli inquirenti sono arrivati all'identificazione di un tunisino di circa 20 anni. Il soggetto è già noto per precedenti per droga. Non si conosce ancora il movente, e le immagini delle telecamere sono al vaglio delle forze dell'ordine. In un filmato si vedrebbero 7-8 persone dirigersi verso la vittima e poi picchiarla. Oltre al tunisino, sono stati fermati anche un 18enne egiziano con precedenti per rapina, ricettazione, porto di armi e oggetti atti ad offendere, già colpito da provvedimento di espulsione a inizio di gennaio perché irregolare in Italia, un 46enne originario delle Mauritius colpito da un ordine di carcerazione e un peruviano 43enne, accusato di aver danneggiato un'auto della polizia.
Per quanto riguarda la prima aggressione, sappiamo che la vittima è un italiano di 57 anni. L'uomo è ricoverato in gravissime condizioni presso l'ospedale Umberto I, è intubato e la prognosi è riservata. Si tratta di un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy. La seconda vittima, invece, è un rider tunisino di 23 anni.
"La doppia aggressione alla stazione Termini, quella di un funzionario del Mimit e di un rider a poche ore di distanza l'una dall'altra, desta grande allarme e preoccupazione. La zona è ben presidiata, come dimostra la pronta reazione delle forze dell'Ordine che hanno subito individuato dei sospettati, ma è chiaro che tutta l'area adiacente alla stazione Termini, snodo nevralgico della Capitale dove transitano 500mila persone al giorno, nelle ore notturne resta particolarmente pericolosa", ha dichiarato alle agenzie di stampa Luisa Regimenti, Segretario di Forza Italia Roma. "Occorre una reazione ferma dello Stato: rafforzare la videosorveglianza usando anche strumenti di ultima generazione, stringere le maglie dei Daspo urbani e rafforzare ulteriormente, se possibile, i controlli delle forze dell’Ordine. Occorre restituire legalità a tutta l’area della Stazione, oggi assediata da pusher, senza fissa dimora e persone che vivono di espedienti, a beneficio dei cittadini romani, dei turisti e dei pendolari che non possono vivere nella paura. La Stazione Termini e i suoi dintorni devono tornare a essere un luogo sicuro, ordinato e accessibile, all’altezza del ruolo centrale che ricoprono per la città e per il Paese".