Non ha ancora 14 anni ma uno studente del bolognese ha già provato sulla sua pelle quanto può essere pericoloso questo mondo. “Mi hanno detto ’zitto e vieni con noi, veloce’. Poi mi hanno massacrato di botte”, ha raccontato al Resto del Carlino. Era il 20 ottobre scorso quando è stato aggredito da un branco di 16 e 17enni, tutti incappucciati e con lo scaldacollo sul viso, in un parco dell’hinterland di Bologna. A picchiarlo materialmente sono stati in 3, ma c’erano anche gli altri mentre veniva massacrato.
È stato dimesso da pochi giorni dopo aver subito un’operazione complessa, durata 4 ore, per ricostruire la mandibola. “Ad assalirmi sono stati in tre, gli altri tre avevano iniziato a fare i video. Ma chi mi colpiva li ha subito fermati: ’no, che così lasciamo prove’. Mi ha salvato una signora a passeggio con il cane, che ha urlato e telefonato ai carabinieri. L’ho ringraziata tanto”, ha spiegato ancora. Gli hanno 40 giorni di prognosi e porterà per sempre il trauma di quanto accaduto. Il movente, secondo la vittima, sarebbe legato al fatto che, secondo il “mandante”, il giovane avrebbe parlato male di lui. L’intera vicenda pare si sia sviluppata internamente alla scuola, tanto che la dirigente scolastica ha già annunciato un’indagine interna per fare luce sul fatto.
“Ora sta meglio, è stato dimesso anche se è pieno di antidolorifici. Per quattro settimane mangerà solo cibi liquidi. Ha subito un’operazione di 4 ore per la frattura multipla e scomposta della mandibola. Gli hanno inserito 4 bulloni e due placche di titanio, poi con un altro intervento in anestesia totale dovrà toglierle”, ha spiegato mamma Cristina al Resto del Carlino. “La querela è partita d’ufficio dalla struttura sanitaria che ha ricevuto mio figlio, poi è stata sentita anche la signora del cane. In queste ore andremo anche noi dai carabinieri per formalizzare tutto e raccontare quello che sappiamo”, ha detto ancora la donna. La speranza è che preso gli aggressori vengano individuati e che si assumano la responsabilità di quanto hanno fatto. Questo tipo di aggressioni sono purtroppo sempre più frequenti e si assiste a una escalation pericolosa, contro la quale è necessario trovare soluzioni.
