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La protesta dei locali di via Lecco. "Abbandonati contro le ordinanze"

I titolari non parteciperanno al corteo con i carri perché non sono stati "difesi" dalla comunità

La protesta dei locali di via Lecco. "Abbandonati contro le ordinanze"
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Milano si prepara ad accogliere gli oltre 350mila partecipanti per il 25esimo Pride sul tema «Corpi in Rivolta, in lotta per i diritti» che partirà domani alle 16 da piazza della Repubblica snodandosi lungo via della Liberazione, via Melchiorre Gioia, piazza XXV Aprile, i Bastioni di Porta Volta e viale Elvezia per addentrarsi nel Parco Sempione e arrivare all'Arco fino all'Arco della Pace.

Ci sarà anche il sindaco Sala sfidando temperature che toccheranno quasi i 40 gradi, tanto che Luca Paladini, consigliere regionale (Patto Civico) e fondatore dei Sentinelli, in quanto fragile, ha sottolineato per il primo anno di non poter partecipare «nonostante io ci tenga moltissimo» e chiedendo che venga spostata la data in un periodo con meno disagi per il caldo. «Per il futuro, per un Pride disponibile a tutte e tutti» chiosa. Proprio su questo è intervenuto il sindaco: «Ne ho parlato con gli organizzatori oggi, credo che abbiano ritardato di una mezz'oretta la partenza ma non potrà cambiare molto il programma. Mentre spostarlo di data per l'anno prossimo potrebbe essere una buona idea».

Così se il Comune di Milano, come di consueto, ha dato il suo patrocinio, come di consueto Regione Lombardia, tramite l'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, lo ha negato.

Per prevenire poi possibili «turbative» per l'ordine pubblico dovute all'eventuale abuso di bevande alcoliche e tenendo conto dei rischi conseguenti all'incontrollato abbandono di contenitori di vetro e lattine, il Prefetto Claudio Sgaraglia ha disposto il divieto della somministrazione e della vendita di bevande alcoliche e superalcooliche, sia in forma fissa che ambulante, nonché la vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e lattine prima e durante la manifestazione.

Ma a proposito delle ordinanze anti movida del Comune i locali di via Lecco, ovvero della zona del Lazzaretto «sorvegliata speciale» hanno deciso di non partecipare con i loro carri in segno di protesta per il mancato sostegno della comunità. «Lo facciamo perché ci sentiamo soli - spiegano Borgo delle Perse e LeccoMilano -. E perché questa solitudine ha un nome preciso: il silenzio delle associazioni del coordinamento Pride di fronte all'inasprimento delle ordinanze sulla movida che colpisce il quartiere Lazzaretto-Melzo, cuore della comunità lgbt milanese». «Non lo facciamo con leggerezza e non lo facciamo contro il Pride» la premessa delle due più note realtà della comunità arcobaleno, che rivendicano di aver «costruito» il quartiere: «Non abbiamo solo aperto dei locali: abbiamo creato luoghi di aggregazione, di incontro, di cultura e di politica per la comunità milanese, quando quasi nessuno lo faceva».

L'ordinanza comunale anti movida in vigore dall'11 giugno prevede il divieto totale di asporto di cibi e bevande dalle 22 e la chiusura dei dehors a mezzanotte: «Un provvedimento calato

dall'alto a 48 ore dalla pubblicazione, con contratti stagionali già firmati e personale già assunto. I posti di lavoro a rischio sono spesso di persone della nostra stessa comunità. Siamo stati lasciati soli ad affrontarlo».

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