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Cronaca locale

Quando Dio va dallo psicologo. “Per Amor del cielo” al Parenti

Il progetto di Shammah è costruito proprio sull’amore che, a suo avviso, sta a base, non solo della religiosità come va intesa dalla cultura ebraica, ma anche come va intesa dalle altre religioni

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Per celebrare la XXVII Gionata Europea della Cultura Ebraica, Andrée Ruth Shammah ha ideato un progetto, in scena al Franco Parenti oggi, che utilizza due testi molto noti: «Il Cantico dei Cantici», attribuito a Salomone, una raccolta di poemi lirici e dialoghi d’amore che celebra la bellezza dell’attrazione fisica e la commedia scritta da Anat Gov ( 1953- 2012) «Oh Dio mio», grande successo mondiale, che porta al centro dell’azione il rapporto tra una psicologa, madre di un figlio autistico, abbandonata dal marito, e un signore che si preannuncia con una telefonata urgente, come paziente che ha bisogno di una terapia immediata. Si scoprirà che quel signore è Dio, un Dio molto umano che metterà in imbarazzo la psicologa, contribuendo a creare, persino, delle situazioni comiche. L’autrice israeliana, morta prematuramente, voleva dimostrare l’umanità di Dio venuto da lei perché sconvolto dalla sofferenza degli uomini. Alla sua domanda perché abbia creato l’uomo, la risposta fu molto semplice: «È stato un atto d’amore».

Il progetto di Shammah è costruito proprio sull’amore che, a suo avviso, sta a base, non solo della religiosità come va intesa dalla cultura ebraica, ma anche come va intesa dalle altre religioni, a cominciare da quella cristiana, un amore concepito come principio delle relazioni tra gli esseri umani, ma, soprattutto, come desiderio, il solo che riesca a tener vivo ogni legame. Il desiderio sta a base del «Cantico dei Cantici», sublimato dall’amore, un desiderio che nasce dall’attrazione fisica, quella di due corpi che si attirano e che si amano, esaltato dai continui riferimenti ai prodotti della natura, un desiderio che celebra la bellezza dello stare insieme e che, metaforicamente, allude all’attrazione di Gerusalemme per Dio e viceversa.

La drammaturgia di «Per Amor del Cielo» è firmata da Andrée Ruth Shammah e da Elena Nappi ed è costruita sulla paura di una perdita, quella appunto dell’amore, come accade nella commedia di Anat Gov e sulla riconquista dell’amore, come avviene nel «Cantico dei Cantici». A recitare i due testi sono stati chiamati Tommaso Ragno e Federica Fracassi che, in un’unica serata, intendono evidenziare le linee di continuità che esistono tra il testo biblico e la memoria spirituale. Lo spettacolo si inserisce all’interno di una giornata dedicata alla cultura ebraica che, attraverso pittura, poesia, cinema, musica, ma, in particolar modo, teatro, va componendo un itinerario di incontri e di linguaggi intorno alle forme molteplici dell’amore.

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