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Segregata in casa e picchiata dal padre perché rifiuta di sposarsi: arrestato un iracheno

Un 52enne iracheno è finito in manette per maltrattamenti, lesioni e tentata costrizione a contrarre matrimonio

Segregata in casa e picchiata dal padre perché rifiuta di sposarsi: arrestato un iracheno
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È finito l'incubo di una ragazza irachena vittima di maltrattamenti e minacce da parte del padre che intendeva costringerla a rinnegare lo stile di vita occidentale e accettare un matrimonio combinato. La giovane, però, intendeva decidere da sola del proprio destino e ha opposto strenua resistenza, nonostante le continue vessazioni, e si è infine rivolta alle forze dell'ordine.

I fatti, stando a quanto riportato, si sono verificati a Taranto. Tutto è partito lo scorso novembre, quando la ragazza ha chiesto aiuto, denunciando la propria situazione. La denuncia ha fatto immediatamente attivare il Codice Rosso, con conseguente avvio delle indagini da parte degli inquirenti. L'attività investigativa ha portato alla luce una vita di violenze e vessazioni continue. Il padre della giovane non accettava il suo desiderio di vivere all'occidentale, né intendeva lasciarla lavorare. Il suo unico scopo era quello di farla sposare con un uomo di etnia curda, come loro, e allontanarla da quelle che evidentemente considerava anomalie.

Secondo quanto emerso, l'uomo sarebbe stato appoggiato dall'intera famiglia, così la giovane si è trovata sola contro tutti. Sarebbe quindi stata segregata in casa, picchiata e addirittura minacciata di morte. Il padre, infatti, avrebbe minacciato di ucciderla nel caso in cui avesse tentato di scappare. La ragazza, però, non ha ceduto, e dopo il suo ennesimo "no" sarebbe stata aggredita con tale violenza che, giunta in ospedale, le sono stati riconosciuti 15 giorni di prognosi.

Spaventata, ferita e ormai caduta in uno stato di profonda disperazione, la vittima si è infine affidata agli agenti della squadra mobile, che l'hanno convinta a trasferirsi in una comunità protetta. Nel frattempo sono state portate avanti le indagini, che hanno portato a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Taranto.

Dal momento che l'uomo non era reperibile, è stato disposto un mandato d'arresto europeo.

Il padre della vittima, un 52enne iracheno, è stato rintracciato in Svezia e arrestato con le accuse di maltrattamenti, lesioni personali aggravate e tentata costrizione a contrarre matrimonio.

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