Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:04
In evidenzaAggiornato alle ore 05:04
Cronaca locale

Taveggia riapre a fine ottobre: nuova la gestione

Da due settimane il locale è chiuso, ma, non temete, riaprirà a ottobre con una nuova gestione

Aggiungere il latte al caffè riduce l'effetto della caffeina? Cosa bisogna sapere

Un caffè e via (poi però l’occhio cade anche sul cigno con la panna). E che dire della pausa pranzo in quell’angolo di storia che vede al centro la pasticceria Taveggia? Vicino al Tribunale ma comodo anche per chi frequenta la Statale. Da due settimane il locale è chiuso, ma, non temete, riaprirà a ottobre con una nuova gestione. Il prossimo corso (a proposito quanti ne sono succeduti dall’anno della sua fondazione, il 1909) sarà affidato al gruppo toscano FaroAlto che gestirà anche le due pasticcerie Gamberini a Bologna e a Firenze. E a Bologna si occuperà anche del laboratorio di Castel Maggiore specializzato in panettoni, colombe, veneziane. Amata dai milanesi, con gli arredi d’epoca e un salottino silenzioso nonostante il vociare dell’ingresso accanto, nasce del 1909 grazie a Fermo Taveggia che trasforma il piccolo forno nei caselli di Porta Venezia in una pasticceria di lusso ma solo nel 1930 occuperà gli spazi attuali in via Visconti di Modrone 2.

Le fotografie dell’epoca immortalano la Callas sorseggiare il tè nel salottino. Si dice che la passione di Mina fossero i budini di riso. E poi si notavano Carla Fracci, gli attori hollywoodiani in visita a Milano, le modelle e i giornalisti famosi come Enzo Biagi.

Negli anni 2000 la pasticceria è al centro della cronaca, dissanguata da una società fantasma e dalle cause per bancarotta. Fallita anche la gestione iniziata nel 2021 ad opera di tre imprenditori della pasticceria. Ora la ripartenza con FaroAlto. Quando?

«Non dipende da noi, ci sono i tempi tecnici del passaggio di consegne» ha dichiarato l’ad Andrea Ristori. Si spera entro la fine di ottobre. «Il nostro obiettivo è far rivivere questo locale storico. Una sfida, ma confidiamo nella nostra professionalità ed esperienza». Resteranno la pasticceria, il bistrot a pranzo e gli aperitivi prima di cena. Tra le novità la cioccolateria. E i prezzi? «In linea con i nostri locali storici. Un esempio? Un caffè non costerà più di 1 euro e 50».

«La gestione di queste attività s’inserisce nella nostra visione di sviluppo ha proseguito l’ad . Si tratta di insegne coerenti con il nostro dna: locali avviati, in posizioni di pregio, lungo una direttrice Milano, Bologna, Firenze, Siena e un laboratorio produttivo con caratteristiche tecnologiche di alto livello».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.