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Cronaca locale

Cattelan, Cracco e Kessisoglu: in città dilaga la burraco mania

Niente dilettanti: per essere ammessi serve un partecipante che si faccia garante. E così si entra nel giro che si ritrova ogni mese in location diverse: dalla Casa degli Atellani alla Balera dell’Ortica

Burraco

Da passatempo sotto l’ombrellone o davanti al camino, a tendenza di moda: il burraco spopola a Milano. Tanto da diventare non solo protagonista di serate casalinghe tra amici, ma anche anima di eventi esclusivi, complice il boom della «Burraco Society», come si chiama così l’esclusivo club che, fondato dall’eclettico artista Maurizio Cattelan e dal pr vulcano di idee e iniziative, oltre che compagno di avventure in «Pechino Express» di Victoria Cabello, Paride Vitale, si ritrova periodicamente per giocare a carte. «Io e Maurizio giochiamo a burraco da sempre e ovunque, dal gate in aeroporto al ristorante. In estate, a Filicudi, al posto di fare il bagno, passiamo interi pomeriggi a casa di Maurizio a giocare» racconta Paride. Un’amicizia profonda, la loro, legata anche dal burraco. «Siamo grandi amici e siamo entrambi burraco addicted».

Anche in lockdown, chiusi in casa a distanza, i due non perdevano occasione per sfidarsi. Undici carte in mano, un display di mezzo e via, mano dopo mano pure in pandemia. Proprio lì nasce l’idea. E da due, gli amici diventano quattro, poi otto, fino agli attuali 52 che, rigorosamente selezionati, partecipano al torneo più chic di Milano e si siedono attorno a tredici tavoli da quattro persone ciascuno, due contro due. Le coppie di gioco sono stabilite a inizio di ogni serata da Paride: «Cambio sempre le coppie, mai le stesse: mi piace mettere insieme persone che non si conoscono e che penso siano tra loro ben assortite». Così, al tavolo da gioco, nascono conoscenze che spesso sfociano in amicizie o danno vita a inaspettate partnership. Questione di feeling e complicità. Vale a burraco e vale nella sfera personale e in quella professionale. Tra i giocatori, nomi dello spettacolo e dell’imprenditoria. Tra gli affezionati, Carlo Cracco, Geppi Cucciari, Ilaria D’Amico, Francesca Lavazza, Paolo Kessisoglu. Il più spietato e suscettibile è (ovviamente) Cracco. Il più imprevedibile Cattelan. Mentre la più strategica Geppi Cucciari che non si distrae un secondo, lei punta a fare scale per aggiudicarsi la vittoria. In lista d’attesa, decine di nomi affermati, tutti appassionati, spesso accaniti giocatori. Perché il punto è proprio questo: bisogna saper giocare bene.

La «Burraco Society» non è per dilettanti. Per essere ammessi serve la presentazione di un partecipante che si faccia garante dell’aspirante new entry. Non si bara, insomma, si fa sul serio. E così si entra nel giro che si dà appuntamento ogni mese in location che cambiano di volta in volta. Dal debutto, un paio di anni fa, al ristorante Lon Fon a Porta Venezia alla Casa degli Atellani, dalla Balera dell’Ortica alla Rinascente, il torneo si muove in giro per la città, portandosi dietro allure e mistero, ma soprattutto passione e competizione. I vip-giocatori arrivano, si siedono, si studiano e si sfidano a carte (create ad hoc da Del Negro: i jolly hanno le facce di Vitale e Cattelan), ma si divertono anche, e tanto. Per chi vince, qualche premio; per chi perde, fazzoletti in regalo per asciugare le lacrime e superare la delusione della sconfitta.

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