I carabinieri hanno identificato l'uomo che nella serata di ieri, venerdì 13 febbraio, è morto dissanguato per una ferita causata dalla caduta sul ferro di una recinzione mentre fuggiva dopo aver tentato un furto in un'abitazione del complesso di case di Gorello, a Policiano, frazione del comune di Arezzo. Da quanto si apprende, si tratta di un cittadino albanese già noto alle forze dell'ordine. La salma è all'obitorio dell'ospedale di Arezzo dove, su disposizione della titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Angela Masiello, verrà effettuato nelle prossime ore l'esame autoptico.
L’episodio criminale
Le tranquille campagne di Policiano, frazione del comune di Arezzo, sono state teatro di un drammatico episodio criminale. Un tentativo di furto in una villa isolata si è trasformato in tragedia quando uno dei malviventi coinvolti è morto dissanguato durante la fuga.
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, i ladri, almeno tre ascoltando le testimonianze raccolte, si erano introdotti nella proprietà nelle prime ore della sera. L’allarme della villa è scattato immediatamente, avvertendo i proprietari del tentativo di intrusione. Il titolare, preoccupato per la sicurezza della propria abitazione, ha esplorato la zona ed esploso un colpo di pistola in aria per intimorire i malviventi, senza colpirli direttamente.
La fuga e l’incidente mortale
I tre ladri, spaventati dal rumore del proiettile, si sono dati alla fuga nel buio dei vigneti e dei boschi circostanti. Durante la corsa, uno di loro, l’albanese, sarebbe precipitato su una recinzione metallica posta lungo il percorso, probabilmente per impedire il passaggio dei cinghiali o delimitare i campi. L’urto ha provocato la lacerazione di un’arteria femorale, causando un’emorragia massiva e, poco dopo, la morte sul posto.
Il cadavere è stato rinvenuto dai soccorritori in un vigneto, a pochi metri dalla recinzione. Gli altri due complici non si sono fermati, continuando la fuga tra le colline, rendendo più complessa la ricostruzione dei fatti.
Indagini serrate e ricerche
Sul caso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Arezzo, coordinati dalla procura locale. Sono già state ascoltate le testimonianze dei proprietari della villa e dei vicini e si stanno analizzando eventuali tracce sul luogo dell’incidente. Gli investigatori non escludono che i due fuggitivi possano essere ancora in zona o avere un mezzo a disposizione, forse lasciato in prossimità della villa, e valutano ogni possibile complice rimasto nascosto.
Le ricerche dei fuggitivi proseguono senza sosta, con il supporto della polizia di Stato. Potrebbero essere impiegate unità cinofile per setacciare la zona circostante e rintracciare eventuali nascondigli dei ladri. Ogni indizio, dall’auto usata per avvicinarsi alla villa a possibili tracce lasciate nel fango o nei vigneti, è al momento considerato fondamentale per completare la ricostruzione.
Dinamica ancora da chiarire
Gli investigatori stanno cercando di accertare con precisione la dinamica dell’incidente mortale. L’ipotesi principale è che la ferita letale sia stata causata dal contatto con il ferro della recinzione durante la fuga nel buio. Non ci sono al momento elementi che facciano pensare a un coinvolgimento diretto di armi da fuoco nella morte del ladro.
La procuratrice di Arezzo, Gianfederica Dito, ha seguito personalmente i rilievi, sottolineando la necessità di chiarire ogni dettaglio per capire l’esatta sequenza degli eventi, inclusi i ruoli dei complici fuggiti.
Contesto e sicurezza privata
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle aree rurali, dove le ville isolate sono spesso bersaglio di furti e intrusioni.
L’uso di sistemi di allarme e la presenza dei proprietari hanno in questo caso impedito l’ingresso
nella villa, ma hanno anche portato a un tragico esito umano. Le autorità insistono sull’importanza di rispettare le procedure legali in caso di intrusione e di non intervenire in modo diretto per evitare incidenti mortali.