Le vetrine rotte? «Hanno dato lavoro ai vetrai». Difficile anche solo trovare le parole per commentare Lorenzo Pacini, l’assessore al Municipio 1 del Pd che ha espresso senza ritegno quello che (purtroppo) a sinistra in troppi pensano. Offrendo alla «Generazione maranza» il paravento dietro cui mascherarsi dopo la devastazione delle città. Magari a trovare quello parole provi la segretaria Elly Schlein o i papabili candidati sindaco targati Pd Mario Calabresi, Anna Scavuzzo e Pierfrancesco Majorino, sempre che abbiano il coraggio di affrontare i commercianti disperati.
Se la caveranno dicendo che Pacini parla a titolo personale, ma in tutta sincerità si dica che non è piaciuto nemmeno il loro scaricare i parà della Folgore dopo che hanno salvato la città da un’altra devastazione e il loro attacco al governo che ha trovato i soldi per lasciarli a Milano fino a marzo. Dicano quello che vogliono quelli del Pd, con i militari la città si sente più sicura, anche perché il conto dei danni è sempre più alto. E i milanesi sono stanchi di pagarlo. «Non abbiamo bisogno di militarizzare Milano», ha tuonato Calabresi. Finché c’è questa gente in giro, ben vengano i militari, risponde chi li preferisce a quei poveri ragazzi vessati dalla società così coccolati dai politici progressisti.
E per rimanere ai costi, anche lo sciopero di venerdì, che non ha visto devastazioni, ma comunque l’occupazione con l’eurodeputata Ilaria Salis della Tangenziale Est, secondo la Cgia di Mestre è costato un milione di euro. E di questi, 194 milioni sono finiti sul conto dei lombardi per bene, quelli che pagano le tasse e il prezzo del gioco sporco di una sinistra che accarezzando scioperanti e scioperati, va a caccia di voti. Sempre a spese del contribuente, non certo di quei violenti.
