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Riprese le ricerche nel fiume della donna uccisa dal nipote 17enne

Il giovane è un italiano che compirà 18 anni tra due mesi. Il movente dell'omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari. Il corpo portato in carriola fino al fiume

Fiori dai ragazzi dove insegnava la donna uccisa dal nipote 17enne
Fiori dai ragazzi dove insegnava la donna uccisa dal nipote 17enne
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Sono riprese questa mattina le operazioni di ricerca del corpo dell'insegnante di 53 anni uccisa dal nipote a San Stino di Livenza (Venezia). Le attività si concentrano lungo il canale Malgher, indicato dagli investigatori sulla scorta della confessione del ragazzo, e vedono impegnato un dispositivo di ricerca rafforzato dei vigili del fuoco. In azione il reparto Saf con gommoni per il monitoraggio in superficie, i sommozzatori per le verifiche nei tratti più complessi e i piloti di droni incaricati della perlustrazione dall'alto delle aree più difficilmente accessibili. Nelle prossime ore è atteso anche il ritorno dell'elicottero "Drago", che effettuerà un nuovo sorvolo dell'intero tratto interessato dalle ricerche, seguendo il corso d'acqua fino alla foce e al mare Adriatico. Le operazioni proseguono senza sosta con l'obiettivo di individuare il corpo della donna e completare gli accertamenti investigativi.

Gravi dissi familiari

Gravissimo dramma familiare in provincia di Venezia. Un ragazzo di 17 anni ha ucciso a coltellate la zia e ha poi gettato il corpo senza vita della donna nel fiume che scorre vicino alla sua abitazione. La vittima è Chiara Guerra, di 53 anni. Il giovane nella notte fra sabato e domenica ha confessato, dopo essere stato interrogato dal magistrato della Procura di Pordenone che indaga sul caso. Il movente dell'omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari.

Il corpo trasportato con una carriola

Il giovane compirà 18 anni tra un paio di mesi. Interrogato dai militari dell'Arma della Compagnia di Portogruaro, alla fine ha ammesso le proprie responsabilità. Per uccidere la zia il ragazzo avrebbe utilizzato un coltello. Il 17enne ha utilizzato una carriola per trasportare il corpo dalla propria abitazione fino al corso d'acqua. Per raggiungere la zona il giovane ha attraversato anche una porzione del centro della cittadina dov'è avvenuto il delitto. Il corpo era coperto da un enorme telo che copriva il contenuto della carriola.

Procura: per ora nessun coinvolgimento di terzi

"La svolta investigativa c'è stata quando sono emersi i gravi dissidi famigliari pregressi tra i due nuclei, cioè tra la vittima e la famiglia del fratello. Da quel momento, le attenzioni si sono concentrate sul minorenne che, dopo molte ore di interrogatorio, ha confessato il delitto, sabato notte", ha ruiferito all'Ansa il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone. "In quel frangente, il fascicolo è transitato alla Procura dei Minori di Trieste - ha spiegato - che dunque ora è plenipotenziaria. Noi continueremo a mantenere aperto il fascicolo anche perché non è stato ritrovato il corpo della donna, su cui verteva la nostra indagine originaria per la sua scomparsa. Ci sono delle esigenze di approfondimento che potranno essere effettuate solamente al rinvenimento della salma". "Al momento - ha concluso - si esclude il coinvolgimento di terzi nel delitto ma, ripeto, solo le analisi del corpo potranno confermare quanto dichiarato dal reo". Anche le immagini della videosorveglianza, in cui si noterebbe il giovane trasportare una carriola - con all'interno il cadavere, coperto da un telo - verso il canale confermerebbero che il 17enne ha agito da solo e all'insaputa della famiglia.

Chi ha lanciato l'allarme

L'allarme per la scomparsa di Chiara Guerra è scattato nel tardo pomeriggio di sabato Ad allertare le forze dell'ordine è stata un'amica che non riusciva a mettersi in contatto con lei da oltre 48 ore. L'ultima volta che qualcuno aveva visto o sentito la donna - che di professione faceva l'insegnante di scuola media - era stato attorno all'ora di pranzo di giovedì. Da allora il cellulare suonava a vuoto. Dopo l'ennesimo tentativo l'amica è andata a casa della donna ma non l'ha trovata. A quel punto ha allertato i parenti della vittima e i carabinieri della locale stazione che nel giro di poche ore hanno risolto il giallo, dopo aver trovato la legnaia con evidenti tracce di sangue e aver messo sotto torchio il nipote.

Il giovane ha il polso rotto e varie ferite

Il 17enne avrebbe un polso fratturato e varie ferite, tutte superficiali. A causare i traumi e le ferite potrebbe essere stata una colluttazione avuta con la donna. Ad accertare le condizioni del ragazzo è stato chiamato, nella tarda serata di ieri, il medico legale.

Agli investigatori in un primo momento il 17enne aveva riferito di essersi causato la frattura della mano cadendo autonomamente e non dunque durante la colluttazione con la zia. Sul corpo e sul volto del ragazzo ci sarebbero altre ferite e graffi superficiali.

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