Nessuna legittima difesa. Questa volta dovrà affrontare un processo per tentato omicidio e lesioni, rischiando una pena severa, Oksana Murasova, la ex ballerina lituana che già undici anni fa aveva ucciso il suo compagno a coltellate. Allora era stata condannata a nove anni e 4 mesi e le erano state riconosciute le attenuanti della legittima difesa e della provocazione che avevano influito sulla pena insieme alla scelta del rito abbreviato. Ma questa volta il suo passato potrebbe giocare contro la sua posizione. La 38enne che andrà a processo con rito immediato, a febbraio 2026 ha accoltellato il nuovo convivente e anche questa volta ha detto di avere agito per difendersi. La procura però sembra non averle creduto, né ha tenuto in considerazione che il 53enne l’avrebbe maltrattata. Su questo aspetto c’è un’indagine, già chiusa, della pm Barbara Benzi e l’uomo potrebbe andare a processo a sua volta per questo.
Era il 3 aprile 2015 quando Murasova ha colpito a morte al petto, con un coltello, Ruslan Bilous, il compagno ucraino. Vivevano insieme in fondo a via Ripamonti, periferia sud della città, in un appartamento che era stato teatro di botte e insulti di cui era stata spettatrice anche la figlia di lei, che aveva quattro anni. «Mi ha aggredita disse anche allora - Mi sono difesa. Ha colpito la bambina». Murasova era uscita di cella, per «fine pena», solo sei mesi prima della nuova aggressione. Il tribunale di sorveglianza, che si occupa dei detenuti, aveva anche evidenziato dei disturbi psicologici e una dipendenza. Secondo le indagini del pm Pasquale Addesso, in seguito ereditate dal collega Cristian Barilli, l’aggressione è avvenuta nell’appartamento in cui lei e il 53enne convivevano, in via Alfredo Soffredini, zona Precotto. Lei avrebbe prima colpito il compagno «all’occhio sinistro», provocandogli una ferita di 15 centimetri, poi al torace. Colpito di punta in pieno addome, l’uomo ha rischiato seriamente la vita. Solo l’intervento dei soccorritori e il trasporto in ospedale hanno evitato che morisse. Massimiliano De Iudicibus, questo il nome dell’uomo, ha precedenti per un omicidio avvenuto ad aprile 2008 a Sesto San Giovanni, quando aveva ucciso un 37enne di origine marocchina passandogli sopra con l’auto dopo una discussione per questioni di malavita. Per quel delitto venne condannato a 14 anni. E su di lui adesso pesa appunto l’inchiesta per maltrattamenti proprio nei confronti della donna che poi lo ha aggredito e quasi ucciso.
Per Murasova il pm Addesso non aveva chiesto alcuna misura cautelare, poi si è ritrovata però nuovamente in carcere perché si è allontanata da Milano, non rispettando il divieto del giudice in attesa della fine dell’inchiesta. L’avvocato Patrizio Nicolò, che la difende ancora oggi come all’epoca dell’omicidio, ha già chiesto che venga processata con il rito abbreviato che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
