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Cronaca locale

Vacanza con scambio casa. Ora è boom in Lombardia

Quasi il 30% in più quest’anno i lombardi che hanno scelto questa formula. Milanesi secondi in Italia. E a convincere non è solo il risparmio economico

Condivisione Ad attrarre anche i consigli preziosi dei padroni di casa e immergersi nelle realtà locali

Non è solo una questione di risparmio sull’affitto, sulla stanza di un hotel o di un appartamento in un residence. C’è qualcosa che va oltre la questione economica nel boom dello scambio casa registrato quest’anno, specialmente in Lombardia e specialmente a Milano, balzata in seconda posizione, dopo Roma. Sono quasi il 30% in più rispetto allo scorso anno i lombardi che hanno deciso di offrire la propria casa ai turisti e diventare loro ospiti da qualche parte nel mondo. C’è la voglia di vivere i luoghi come residenti veri, allontanarsi dal turismo di massa, dalle località affollate, dai circuiti battuti. Dietro il boom c’è la ricerca di una vacanza più vera, con il privilegio di avere, insieme alle chiavi di casa, qualche post-it scritto a mano sul frigo: dove comprare il pane, quale trattoria valga la pena di provare, quale sentiero scegliere all’alba. A fare i conti è stata HomeExchange, la più grande community al mondo per lo scambio casa, che in Italia registra oltre 12.900 scambi (il 27% in più rispetto all’anno scorso) con più di 239.300 pernottamenti previsti e l’arrivo stimato di oltre 39.100. In Lombardia quest’anno gli scambi casa sono già 1507 contro i 1.186 del 2025 e un terzo, ben 541, si concentra a Milano. Numeri diversi da Roma, che registra ben 1.082 scambi casa, ma con una differenza sostanziale. Mentre gli «scambi» nel Lazio si concentrano quasi tutti nella capitale, in Lombardia accanto a Miano riscuotono un notevole interesse specie dall’estero anche montagne e laghi. Ma non solo. Bergamo, con i suoi 71 scambi, ad esempio è al secondo posto nella graduatoria regionale. A rendere questo modo di fare vacanza, una nuova tendenza, è anche il gigantesco ventaglio di luoghi visitabili a costi decisamente accessibili. Basta pensare che HomeExchange grazie a una quota associativa annuale simbolica, senza spese aggiuntive e con assistenza 24 ore su 24, sette giorni su sette permette di girare il mondo con oltre 300mila membri in più di 155 paesi. A confermare il valore di questo modello per i territori sono anche i dati dell’ultima indagine condotta da HomeExchange sui viaggiatori in Italia: azzerando il costo dell’alloggio, la spesa dei turisti si sposta direttamente sulle comunità che li ospitano, con un budget medio speso in loco, in Italia, di circa 850 euro per gruppo di viaggiatori.

Il 95% degli exchangers dichiara infatti di aver destinato un budget superiore alle attività sul posto, sostenendo in primis i negozi di vicinato (89%), la ristorazione locale (84%) e le attrazioni culturali (74%). Inoltre, l’88% degli ospiti ha esplorato mete fuori dai tradizionali circuiti di massa grazie alle raccomandazioni dei proprietari. E il 53% prolunga la durata della propria vacanza rispetto a quanto avrebbe fatto con un soggiorno tradizionale.

«L’obiettivo di HomeExchange è continuare a democratizzare la pratica dello scambio casa, valorizzando al contempo il viaggio locale, a ritmo lento e focalizzato sul ritorno all’essenziale della vacanza - ha commentato Emmanuel Arnaud, co-fondatore di HomeExchange - Il turismo ha bisogno di reinventarsi e crediamo che la nostra realtà abbia un ruolo cruciale nell’offrire un’alternativa vitale alle sistemazioni di viaggio tradizionali, a favore di un turismo più umano, circolare e rispettoso dei nostri territori naturali».

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