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Cronaca locale

Brescia, dalle teste di maiale alle proteste: il Comune dà il via libera alla nuova moschea

Prosegue la protesta dei cittadini, contrari all’apertura di una nuova moschea. Non è bastata la raccolta firme, né i presidi davanti all’ex studio di commercialisti

Proteste dei residenti

Non sono servite le tante proteste dei cittadini, che in questi mesi hanno fatto il possibile per manifestare il loro dissenso: la nuova moschea si farà. A stabilirlo è il Comune di Brescia, che sulla questione tira dritto, dando l’autorizzazione a procedere. Dopo settimane di malumori, movimenti dei residenti, raccolta firme e gesti di palese insofferenza, arriva il via libera al cambio di destinazione d’uso dell’immobile, un tempo studio di commercialisti.

L’edificio in questione si trova in via Camozzi, a Sant’Eustacchio, un quartiere residenziale situato nella zona nord-ovest di Brescia. Una zona non semplice, dato che molti la considerano già a rischio radicalizzazione.

Tutto comincia circa un anno fa, quando il consiglio comunale ha approvato il trasferimento della sede dell’Associazione islamica Al-Ummah, fino a quel momento in via Benedetto Croce, nello stabile di via Camozzi. L’idea è quella di trasformare l’ex sede in una scuola coranica, mentre il centro culturale islamico sarà ospitato dalla nuova sistemazione.

La decisione è stata subito osteggiata da tantissimi cittadini bresciani, che in questi mesi hanno fatto il possibile per essere ascoltati.

Ci sono state subito proteste. Sui muri sono comparse scritte come “No moschea” e “Remigrazione”. La situazione si è fatta così tesa che, lo scorso luglio, davanti al futuro centro islamico è stata addirittura rinvenuta una testa di maiale. Fatto sul quale hanno indagato gli agenti della questura uniti agli uomini della Digos.

Gruppi cittadini, come “Brescia ai Bresciani”, hanno cercato di portare avanti le motivazioni dei residenti. È stata organizzata una raccolta firme, arrivati a 508 adesioni, ma lo scorso settembre la Commissione Urbanistica ha deciso di indirizzarla verso l’archiviazione.

Neppure il presidio che ha avuto luogo dinanzi al futuro centro islamico è servito.

Il Comune di Brescia non è tornato sui suoi passi.

Tanta l’amarezza, la delusione e la preoccupazione dei residenti. “Quello che fino a poco tempo fa era uno studio di commercialisti, adesso, come nulla fosse, è diventato un centro islamico”, commenta un cittadino ai microfoni di Tgcom24. “Non andrà a migliorare la situazione del quartiere che è già molto difficile, quella di Sant’Eustachio, vicino a via Milano, per le mille aggressioni che ci sono ai danni di tabaccai e delle persone che ci sono in giro”. Oltre alla sicurezza, la nuova moschea potrebbe portare anche danni economici. “Potenziali investitori, che volevano rilevare degli immobili per rimetterli a nuovo, e dare così un po’ di vita nuova a questo quartiere, quando hanno saputo dell’apertura della moschea si sono tirati indietro”, spiega.

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