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Cronaca nera

Banda della minicar, c’è un primo identikit: “Minorenne e del quartiere”

Con estrema rapidità, la banda ha battuto alcune strade dei quartieri romani di Monteverde e Testaccio con uno scopo preciso: ecco nuove informazioni su chi avrebbe potuto compiere certi gesti

Actor Davide Iacopini during a photocall for the Rai TV series 'Costanza', Rome 26 March 2025. ANSA/FABIO FRUSTACI

Cinque aggressioni in due notti, tra il 4 e il 5 ottobre, nel quartiere romano di Monteverde con l’attore Davide Iacopini a farne maggiormente le spese (operato alla testa dopo la caduta) tra tutte le persone colpite direttamente dalla banda della minicar che, dalle indiscrezioni delle ultime ore, comincia ad avere un primo potenziale volto.

Di chi si tratta

Potrebbe essere ancora minorenne, biondo di capelli e di età compresa tra 16 e 18 anni: sarebbe uno degli occupanti la minicar nera che ha seminato il terrore tra le vie del quartiere capitolino come viene scritto da Repubblica. Da questo primo identikit, chi si occupa delle indagini potrebbe risalire al nome e cognome del primo colpevole che ha causato aggressioni a ben cinque persone. “Sono minorenni ed è gente del quartiere”, avrebbe detto una delle vittime.

I cinque agguati

Riavvolgendo il nastro, tutto è iniziato la notte del 4 ottobre scorso con una donna di 44 anni colpita in via Foà, a Monteverde: arriva la minicar nera, la donna viene colpita e poi il mezzo si dilegua velocemente. “Mia moglie è tornata a casa, siamo scesi in strada e abbiamo visto che quella macchina aveva puntato un’altra persona”, viene detto al quotidiano. Detto fatto: un quarto d’ora più tardi la nuova vittima è un giovane di 26 anni che viene colpito volontariamente mentre si trova nel suo monopattino.

La terza vittima, la notte successiva, è una ragazza 26enne aggredita mentre passeggiava in via San Pancrazio quando erano le 10 della sera. Anche in questo caso, arriva la minicar nera e uno dei giovani le dà una spinta o un calcio con l’intenzione di farla cadere in terra. Come detto, poteva finire in tragedia quanto accaduto all’attore Iacopini che viene colpito poco dopo l’episodio della ragazza ma a seguito del calcio, purtroppo, batte violentemente la testa contro un’auto ed è costretto prima al ricovero e poi all’intervento chirurgico. Il quinto episodio registrato avviene alcune ore dopo a Ponte Testaccio con un uomo che potrebbe essere stato colpito addirittura con una mazza da golf. “Si è voltato a guardarmi, in segno di sfida”, racconterà poi ai carabinieri.

Qual è il movente

Noia, sfida social? Anche su questo aspetto, soprattutto, gli inquirenti sono a lavoro per capire da dove nascono queste aggressioni in serie che sembrano avere tutte lo stesso scopo, colpire le persone per recare loro dei danni facendole cadere. Tra le ipotesi ci sarebbe quella riguardante una sfida social che proviene dagli Stati Uniti e si chiama “Knockout game”, ovvero colpire una qualsiasi persona sconosciuta che si incontra per strada con il chiaro intento di farla cadere.

Per battere più piste e non tralasciare nulla, chi si occupa delle indagini sta monitorando anche siti web e app di messaggistica per capire se qualche video o filmato delle aggressioni sia già finito in rete così da accumulare quanti più indizi possibile.

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