Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:43
Cronaca nera

Colleferro, uccisa dal marito davanti ai figli

Il 69enne tunisino ha confessato Dolo, i precedenti di Keber

Un'immagine di Tania Terrin, 17 agosto 2026. Un uomo di 43 anni, Dino Keber, di Dolo (Venezia), � stato trovato morto impiccato nella sua abitazione, dopo aver probabilmente ucciso la sua ex compagna, Tania Terrin, 39 anni, il cui cadavere � stato rinvenuto nella sua abitazione di Camponogara (Venezia). ANSA/PER GENTILE CONCESSIONE DELLA FAMIGLIA- QUESTA FOTO PUO' ESSERE USATA SOLO OGGI PER ILLUSTRARE LA NOTIZIA DEL TITOLO - NON E' IN VENDITA - NON SI PUO' ARCHIVIARE - E' OBBLIGATORIO CITARE IL CREDIT NELLA DIDASCALIA E LASCIARLO VISIBILE SULL'IMMAGINE - NPK -

A dare l’allarme è stata la figlia ventenne appena rientrata a casa. Sua madre, Joanna, 50enne di origini polacche, era riversa a terra agonizzante dopo essere stata accoltellata dal compagno nella sua abitazione a Colleferro, a pochi chilometri da Roma. Al telefono con il 118 ha cercato di eseguire le manovre di rianimazione indicate dall’operatore in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, ma ogni tentativo di salvare la donna è risultato vano. Intanto il marito, 69enne tunisino, si aggirava per il quartiere intorno al palazzo. E lì è stato bloccato dagli agenti. Dopo ore di interrogatorio in questura, al pm ha confessato: «Sono stato io». Secondo le prime ricostruzioni investigative l’aggressione sarebbe avvenuta in cucina al culmine di una lite improvvisa. La donna, casalinga, sarebbe stata colpita alla gola con un coltello almeno tre volte. In casa in quel momento erano presenti due dei cinque figli della coppia, che avrebbero cercato di bloccare il padre.

Il 69enne, pensionato ed ex dipendente di una ditta edile, è stato arrestato con l’accusa di femminicidio: questo il reato per il quale ora procede la procura di Velletri. Dai primi accertamenti è emerso che i due erano ai ferri corti da qualche tempo; pare che fossero anche in via di separazione. Vicini di casa e figli riferiscono di continui litigi, fino al drammatico epilogo di ieri. Gli investigatori stanno cercando di capire se la donna sia rimasta vittima in passato di episodi di violenza denunciati o meno.

Un femminicidio che si consuma a poche ore di distanza da quello di Tania Terrin a Dolo, sul quale emergono ora nuovi dettagli inquietanti. Prima di uccidere la ex compagna e di suicidarsi, Dino Keber era stato infatti querelato altre tre volte da precedenti compagne: la prima volta nel 2002, poi nel 2010 e nel 2021. Nella sua denuncia Tania parlò di due episodi di violenza: il 18 aprile scorso il 43enne la strinse al collo prendendola alle spalle e lei perse i sensi, nel dicembre precedente la prese a schiaffi e pugni, uno di questi la colpì a un orecchio. Terrin aveva deciso di interrompere la turbolenta relazione durata circa due anni, nel corso della quale avevano anche convissuto per circa due mesi, ma le cose non erano andate bene. «Da tempo si era costruito un cappio con una corda e tutte le volte che mia figlia lo lasciava, glielo mostrava, dicendo che si sarebbe ucciso», ha rivelato la mamma di Tania. Emerge inoltre che Keber, trovato impiccato nella sua abitazione mentre veniva scoperto il corpo di Tania, era stato seguito quattro anni prima da un centro di salute mentale, ma si era presentato solo a due o tre sedute. Non aveva mai fatto terapia né preso medicine e abusava di alcolici. In casa erano presenti due bicchieri, non si sa se uno dei due sia stato utilizzato da Keber. Sul corpo di Tania Terrin verrà disposta l’autopsia, mentre per il giorno dei funerali il presidente del Veneto Alberto Stefani ha proclamato il lutto regionale.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.