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Cronaca nera

Coppia sta annegando. Il bagnino salva lei, poi muore col marito

Il tuffo con la bandiera rossa: tragedia nei mari della Riviera di Ponente. Federnuoto propone la medaglia al valor civile per il 62enne

Altruismo Sopra, Fabrizio Valente (62 anni) il bagnino morto per salvare un uomo in difficoltà, annegato a sua volta

Dopo aver salvato una donna finita intrappolata nelle acque del mare non è riuscito a salvare sé stesso e il marito che era con lei. Così è morto ieri mattina sulla riviera ligure di Ponente Fabrizio Valente, bagnino esperto di 62 anni.

La doppia tragedia si è consumata tutta nel giro di pochi minuti intorno alle 10 del mattino ad Andora, in provincia di Savona: la coppia di turisti piemontesi entra in acqua per fare il bagno ma si trova in difficoltà e chiede aiuto. A notare la scena è proprio Fabrizio, che sta pattugliando la spiaggia e che subito si tuffa per prestare soccorso. Con l’aiuto di un collega riesce a salvare la donna e a portarla a riva, poi si getta subito in acqua per raggiungere il marito di lei. Stremato, cerca in ogni modo di raggiungere l’uomo per metterlo in salvo ma cede alla forza del mare. Viene travolto dalle onde insieme al 66enne, operaio cuneese in pensione da quattro anni e grande amante delle coste liguri come la moglie.

Tutti inutili i tentativi di salvare entrambi: sul bagnasciuga vengono subito praticate le manovre di rianimazione, che però si rilevano vane davanti agli sguardi scioccati dei bagnanti radunati in spiaggia. Sul posto sono intervenute due ambulanze e la capitaneria di porto. Di fronte alla forza del mare non è bastata l’esperienza di Valente, che di era formato presso la Federazione italiana nuoto nel 1986 e le era stato tesserato fino al 2024. Aveva attraversato quasi quarant’anni di storia del salvamento federale, condividendone i principi di preparazione, prevenzione e tutela della vita umana. Da dodici anni era assistente bagnanti nella sede della Sacra Famiglia, dove lo ricordano con affetto. «Oggi una persona è viva grazie alla preparazione e al coraggio di un assistente bagnanti. Dopo un primo, estenuante soccorso di una donna, avrebbe probabilmente avrebbe potuto/dovuto fermarsi e recuperare le energie prima di raggiungere il secondo bagnante, il marito della persona salvata. Un gesto dettato da uno straordinario senso del dovere che, tragicamente, gli è costato la vita». Sono le parole del presidente della Federazione italiana nuoto e sottosegretario alla Presidenza del consiglio Paolo Barelli che, nel rimarcare l’importanza degli assistenti bagnanti, ha anche annunciato che si rivolgerà al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché il gesto dell’uomo «possa essere considerato ai fini del conferimento della medaglia al valor civile».

Il drammatico bilancio nelle acque liguri arriva a quota tre vittime in pochi giorni: lo scorso sabato un turista salernitano di 51 anni, Francesco Lepore, è morto dopo essersi tuffato dal promontorio di Punta Chiappa, a Camoglie, questa volta sulla riviera di levante. L’uomo ha sbattuto contro gli scogli procurandosi un gravissimo trauma cranico: nonostante il tentativo di portarlo in ospedale in elicottero, è deceduto sul posto.

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