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Cronaca nera

“No alle nuove analisi sui reperti del caso Yara”. Un altro no ai legali di Bossetti

I legali di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della 13enne, avevano chiesto alla Corte d’Assise di Bergamo di poter svolgere nuovi accertamenti sui reperti del caso

Svolta nel caso Yara. Dopo 6 anni la difesa di Bossetti ottiene le copie del Dna
Screen Belve

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta avanzata dai legali di Massimo Bossetti di poter svolgere nuove analisi sui reperti al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio, la ginnasta 13enne scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre del 2010 e ritrovata senza vita in un campo tre mesi dopo. L’ex muratore di Mapello, che si è sempre professato innocente, è stato condannato in via definitiva all’ergastolo nel 2018.

Il legale di Bossetti: “Non ci arrendiamo”

L’udienza si è svolta davanti alla Corte d’Assise di Bergamo, presieduta da Patrizia Ingrascì, nella mattinata di lunedì 5 ottobre. Bossetti ha partecipato al dibattimento in videocollegamento dal carcere di Bollate, dove sta scontando la pena. La difesa dell’uomo, rappresentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Claudio Camporini, aveva chiesto di poter esaminare la traccia biologica indicata come 31G20, che ha permesso di identificare il profilo di “Ignoto Uno”, contestando la metodologia con cui erano state eseguite le analisi sul reperto che conteneva sangue misto di Yara e Bossetti. Nel giro di quattro ore, i giudici hanno sciolto la riserva, respingendo la richiesta di nuovi accertamenti da parte dei difensori. “Abbiamo fatto otto ricorsi, faremo assolutamente il nono”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Nova l’avvocato Claudio Salvagni. Finora la Corte d’Assise ha autorizzato la sola visione dei reperti, senza consentire nuove analisi, nei limiti stabiliti dalla Cassazione nel 2024.

I legali della famiglia Gambirasio: “Si vuole fare una Garlasco 2”

All’udienza di oggi era presente anche la pm Letizia Ruggeri, titolare delle indagini che, quattro anni dopo l’omicidio di Yara, portò all’identificazione e arresto di Massimo Bossetti. I legali della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, si sono opposti alla richiesta di ulteriori accertamenti sul profilo biologico di “Ignoto 1”. “Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo”, hanno commentato i due avvocati a margine del dibattimento. I genitori della vittima, Fulvio Gambirasio e Maura Panarese, hanno sempre avuto un atteggiamento molto dignitoso e riservato, nonostante il clamore mediatico attorno alla vicenda.

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