A pochi giorni dall’anniversario della scomparsa di Denise Pipitone, un fatto insolito ha spinto la famiglia a chiedere tutela alle istituzioni. Nella notte, degli ignoti a bordo di un’auto hanno trafugato i mastelli per la raccolta differenziata, sottraendola al loro interno e portando i mastelli nel luogo in cui la bimba è stata rapita l’1 settembre 2004.
La notizia è stata data sui canali social della madre Piera Maggio e della famiglia. “Alle ore 01:37 di questa notte, 5 settembre 2026, si è verificato un inquietante episodio sotto la mia abitazione, in via D. La Bruna a Mazara del Vallo. Soggetti ignoti, a bordo di un’autovettura, si sono fermati davanti al portone di casa nostra e hanno sottratto i mastelli della raccolta differenziata contenenti la plastica, lasciandoli in via Castagnola vuoti (luogo del rapimento) non prelevando sul posto rifiuti non appartenenti al mio nucleo familiare”, si legge sul post che in breve ha fatto il giro del web.
In altre parole, nei mastelli c’erano più buste della differenziata - contenenti plastica - appartenenti a diversi nuclei famigliari, ma solo quelli della famiglia di Piera Maggio e Pietro Pulizzi sono stati asportati. “Un gesto - prosegue il post su Facebook - per modalità e tempistiche, che ci ha fortemente scossi, ha rievocato in me il doloroso ricordo del rapimento di mia figlia e non può essere derubricato a semplice bravata. Abbiamo già individuato i responsabili e ci rivolgeremo all’autorità giudiziaria per tutelare la nostra sicurezza e la nostra privacy. Invito i responsabili a desistere immediatamente: è stato superato ogni limite di decenza”.
Quindi i responsabili sarebbero già stati individuati, e la famiglia sta disponendo già il piano per le tutele necessarie: “Avverto inoltre che, qualora, dai materiali contenuti nei mastelli privati sottratti venissero estratti e utilizzati in modo illecito dati personali o dati particolarmente sensibili miei e della mia famiglia, procederemo nelle sedi competenti a tutela dei nostri diritti, ai sensi della normativa sulla privacy”, conclude il post.
Non è la prima volta che, anni dopo il rapimento di Denise Pipitone, la famiglia sia perseguitata da strani accadimenti. Nel 2024, Piera Maggio rinvenne delle cimici attive nascoste nella sua casa: prendendone una in mano, si accorse che era calda. Anche all’epoca venne sporta regolare denuncia, ma poi a livello mediatico non ci furono aggiornamenti sulla questione. Bisognerà attendere per capire se questo trafugamento della spazzatura ha a che fare in qualche modo con il rapimento, ma il dettaglio sui luoghi suona abbastanza sinistro.
