È stata sottoposta a fermo la moglie di Franco Fava, l’operaio edile di 55 anni morto la sera di Ferragosto nella sua abitazione a Stignano, piccolo centro della Locride, in provincia di Reggio Calabria. La donna, 47 anni, è stata fermata su disposizione della Procura di Locri dopo i primi accertamenti condotti dai carabinieri della Compagnia di Roccella Ionica.
Fava sarebbe morto per un grave trauma alla parte posteriore della testa riportato cadendo sul pavimento della cucina durante un lungo e acceso litigio con la moglie. È proprio la dinamica della caduta il punto ancora da chiarire: gli investigatori devono stabilire se l’uomo abbia perso l’equilibrio accidentalmente oppure sia stato spinto dalla donna. Al momento sarebbe invece esclusa l’ipotesi di un colpo inferto con un corpo contundente. Sarà l’autopsia a fornire elementi decisivi sulle cause del decesso.
Dopo avere battuto la testa Fava avrebbe perso conoscenza quasi immediatamente, morendo nel giro di pochi minuti. A chiamare i soccorsi sarebbero stati alcuni vicini, allarmati dai toni particolarmente accesi della discussione. Inutili i tentativi di rianimazione del personale del 118. Nell’abitazione sono state trovate numerose tracce di sangue e la casa è stata posta sotto sequestro.
La moglie non avrebbe rilasciato dichiarazioni agli investigatori. In casa c’erano anche le due figlie gemelle della coppia, di 14 anni, che però non avrebbero assistito alla caduta del padre. Le ragazze sono state affidate temporaneamente ad alcuni familiari dopo l’intervento dei servizi sociali.
