Mattina di ordinaria follia a Milano ieri, quando un marocchino di 37 anni appena fotosegnalato è uscito dalla questura e ha scaricato la sua rabbia contro le auto parcheggiate, finendo in manette. Tutto è iniziato la notte tra mercoledì e giovedì, quando le Volanti della polizia di Stato lo hanno intercettato nella zona di piazza Duomo durante un controllo di routine. Gli agenti hanno notato che aveva un atteggiamento molesto nei confronti dei passanti e lo hanno fermato per portarlo in questura e procedere con le procedure di rito.
Negli uffici, il marocchino è stato fotosegnalato e identificato dagli agenti per poi essere rimesso in libertà attorno alle 13.30 quando, per cause ancora da accertare, ha assaltato le vetture parcheggiate. Ne ha rovinate cinque, di cui alcune di proprietà degli agenti, che le avevano parcheggiate nei posti riservati. Ha rovinato tergicristalli e targhe dei veicoli e così, alle 13.34, per lui sono scattate le manette per danneggiamento aggravato ed è stato arrestato e condotto in carcere in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Un episodio che fa riflettere ma che non è esattamente un unicum nella storia recente del Paese. Di storie simili ce ne sono tantissime, quasi una ogni giorno e gli agenti sono chiamati a contenere soggetti come questi che, dopo le procedure di rito, il più delle volte tornano in strada. E la storia si ripete, quasi a ciclo continuo, senza soluzione di continuità.
D’altra parte ci sono anche vicende che si concludono diversamente, come quella di un altro marocchino che è stato rimpatriato dalla questura di Avellino. Irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per furto, danneggiamento aggravato, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, ubriachezza in luogo pubblico, nella giornata di ieri, dopo la convalida del trattenimento del Giudice di Pace, è stato espulso dall’Italia ed accompagnato all’aeroporto di Roma Fiumicino da dove, scortato da poliziotti, a bordo di aereo, ha raggiunto in nottata Casablanca e consegnato all’autorità del Marocco. La richiesta di protezione internazionale gli è stata rigettata e a quel punto è scattata la revoca del permesso di soggiorno e la contestuale espulsione immediata con accompagnamento alla frontiera vista la pericolosità sociale.
