Un’altra morte sospetta torna sotto la lente della Procura di Pavia. A quasi sedici anni dal ritrovamento del cadavere di Giovanni Ferri, l’ex meccanico di 88 anni trovato senza vita a Garlasco il 22 novembre 2010, i magistrati hanno aperto un nuovo fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Un caso archiviato all’epoca come suicidio, ma sul quale la famiglia non ha mai smesso di chiedere chiarezza.
A imprimere una svolta alla vicenda è stato l’esposto presentato lo scorso settembre dalla vedova dell’anziano, Gabriella Conti, attraverso l’avvocato Fabrizio Gallo. Come ricostruisce Il Giorno, la denuncia ha portato all’apertura di una nuova indagine per accertare le effettive circostanze del decesso.
Il corpo di Ferri era stato rinvenuto in un’intercapedine di via Mulino, a Garlasco. Una scena che aveva sollevato interrogativi fin dall’inizio: l’uomo presentava i polsi recisi e la gola tagliata. Accanto al cadavere erano stati trovati un coltello e un fazzoletto intriso di sangue. Elementi che ora potrebbero tornare al centro degli accertamenti degli inquirenti.
Secondo quanto emerso da ambienti giudiziari, la Procura dovrebbe affidare le nuove verifiche ai carabinieri del Comando provinciale di Milano, anche se la delega non sarebbe ancora stata formalizzata. Al fianco del legale della famiglia lavoreranno anche un medico legale, un genetista e un criminologo. Particolare attenzione sarà riservata proprio al coltello e al fazzoletto rinvenuti sulla scena.
La vicenda si inserisce nel quadro delle morti considerate sospette avvenute nel territorio di Garlasco negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Tra i casi che hanno alimentato interrogativi figurano quelli di Corrado Cavallini, medico di base della famiglia Ferri morto a Vigevano nel 2012, e di Michele Bertani, trovato senza vita nel 2016.
Nessun collegamento tra questi decessi e il delitto Poggi è mai stato accertato dalle indagini. “Suggestioni, sarà la Procura a valutare”, la sottolineatura dell’avvocato Gallo: “Noi non facciamo un collegamento col caso Poggi, c’è solo un accostamento in relazione agli uomini, inquirenti e medici legali. Gli accostamenti li deve fare la Procura, se ci sono”. Al momento, dunque, non esistono elementi verificati che consentano di mettere in relazione le due vicende. Il nuovo fascicolo riguarda esclusivamente la morte di Ferri e servirà a stabilire se dietro quello che per anni è stato considerato un gesto volontario possa invece nascondersi un omicidio.
