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Cronaca nera

Gli applausi, la folla e la carezza a Lorena. “Questo non è amore”

Il parroco di Squinzano: “Le persone non sono oggetti, impariamo a lasciar andare”. La mamma con il peluche della figlia

Il padre Franco e la madre di Lorena Isceri - Funerali di Lorena Isceri a Squinzano - Cronaca - Squinzano mercoledi 09 settembre 2026 (Donato Fasano / LaPresse) Lorena Isceri's father Franco and mather - Funeral of Lorena Isceri in Squinzano – News – Squinzano, Wednesday, September 9, 2026 (Donato Fasano / LaPresse)

«Siamo qui per prenderci un pezzo del dolore della famiglia di Lorena» ha detto il parroco. E il suo abbraccio morale è arrivato alla famiglia Isceni, assieme a quello della folla che ha riempito la chiesa Maria Regina di Squinzano. Lorena chiusa in una baule dal suo ex, Lorena gettata ancora viva dal cavalcavia dell’autostrada, Lorena che fino all’ultimo ha cercato di chiedere aiuto.

Come si può dare una spiegazione a tutto qusto? Durante l’omelia, il parroco don Vanni Bisconti ha ribadito: «C’è una differenza abissale tra l’amore e il possesso, tra l’amore e il controllo, tra l’amore e la gelosia, tra l’amore e la pretesa, tra l’amore e il diritto di decidere della vita di un altro. E dobbiamo dirlo con chiarezza, soprattutto ai giovani: se una persona ti dice no, quel no va rispettato. Se una persona decide di non continuare una relazione non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene. Perché l’altro non ci appartiene». E ancora: «La persona che amiamo non è proprietà nostra, non è un oggetto che possiamo possedere. Non è qualcuno che deve rimanere con noi semplicemente perché noi lo vogliamo, perché io ho deciso così». Durante i funerali, il parroco ha poi sottolineato: «Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle. Certamente chi uccide si assume sempre una grande responsabilità. Ma noi tutti, come società, come adulti, come educatori, come genitori, come scuola, come pezzi di comunicazione, di chiesa, dobbiamo avere il coraggio di domandarci quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze».

Poi ha concluso: «Non possiamo far finta che intorno ai nostri ragazzi, che poi diventano giovani e poi diventano uomini, non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso, gioia e gelosia, passione, controllo, interesse, dipendenza e affetto e diventato un tutt’uno. E quando certi messaggi diventano mentalità possono indurre sofferenze devastanti». La bara bianca di Lorena è stata salutata da una chiesa gremita che si è sciolta in un lungo applauso ed è stata accompagnata dalla carezza di papà Isceri e dal peluche della mamma. Gli amici hanno partecipato al saluto riempiendo il sagrato di palloncini.

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