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Cronaca nera

Il blitz in 2 minuti (sotto le telecamere) e l'ipotesi della talpa

I sistemi di allarme funzionavano. Sfondata una teca. Sentiti gli impiegati del “MuMe”

L'esterno del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, MuMe, 16 agosto 2026. Clamoroso furto d'arte nella serata del 15 agosto al MuMe. I ladri sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, riuscendo a sottrarre dei capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina. ANSA/CARMELO IMBESI

Nessuna improvvisazione, ma un’operazione chirurgica. La polizia indaga sul colpo al «MuMe» di Messina, da dove la sera di Ferragosto sono state trafugate tre tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte di Antonello da Messina. Il modus operandi fa pensare a professionisti: tre, forse quattro che, volto travisato, alle 21.50 si sono introdotti nel museo forzando l’entrata laterale, a cui sono arrivati dopo essersi creati un varco deformando le sbarre di recinzione. Una volta dentro, hanno puntato senza esitazione alle stanze in cui erano custodite le opere.

Un colpo messo a segno in 2-3 minuti, nonostante la presenza di un complesso sistema d’allarme che ha funzionato regolarmente e la vigilanza notturna di metronotte. Le immagini della videosorveglianza, al vaglio degli inquirenti, mostrerebbero movimenti rapidi, ben calcolati e un accesso che sembra frutto di lunga pianificazione. È da queste sequenze che prende avvio l’indagine della procura che punta a ricostruire ingresso, percorso, eventuali complici e vie di fuga. Per portare via la tavoletta bifronte, i malviventi hanno dovuto spaccare la teca blindata in cui era custodita. L’allarme è scattato, ma sono riusciti a scappare con l’ingombrante bottino. Qualcosa, però, potrebbe averli disturbati, altrimenti non si spiega perché hanno abbandonato, appoggiate alla recinzione esterna, due delle cinque tavole. A notarle è stato un passante che ha chiamato i carabinieri.

Ieri il Museo è rimasto chiuso, per consentire alla Scientifica di effettuare gli accertamenti necessari. Gli inquirenti hanno sentito i custodi in servizio a Ferragosto al Museo e altri impiegati della struttura per cercare di raccogliere elementi utili alle indagini. Si cerca di ricostruire cosa è accaduto, andando indietro nei giorni e nelle settimane per scoprire se sono stati effettuati sopralluoghi, ma tra le ipotesi al vaglio c’è quella di una possibile talpa all’interno del museo o qualcuno che comunque possa avere contribuito a mettere a segno il colpo in tutta sicurezza. Si sta accertando anche se erano state segnalate criticità nel sistema dell’allarme e cosa non ha funzionato nel piano di intervento in caso di furti.

Si deve agire in fretta: le opere potrebbero finire in qualche cavò all’estero. Non si esclude il tentativo di piazzarle sul mercato nero dell’arte, anche se il valore - almeno 10 milioni di dollari rende difficile una vendita immediata. Per questo tra le ipotesi più valide c’è il furto su commissione.

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