«Mi stai facendo male, spostati». Trascinata in cantina e violentata per ore nonostante lo implorasse di smettere. Arrestato per violenza sessuale, lesioni personali, sequestro di persona pluriaggravati un 26enne di Castellammare di Stabia, Romolo Russo. Con la vittima, classe 2004, si erano conosciuti settimane prima su Instagram.
«Sembrava un ragazzo a posto. Aveva raccontato di essere rimasto vittima di un grave incidente stradale in cui il fratello aveva perso la vita» dirà la 22enne al magistrato. La sera del 2 agosto i due s’incontrano per la prima volta tramite whatsapp. Russo la convince ad andare a casa sua, corso Alcide de Gasperi. Sotto lo stabile ha una cantina. Antonella, chiamiamola così, non vuole entrare. Russo l’afferra e, minacciandola, la spinge all’interno con violenza. Poi sbarra la porta con un pesante termosifone e le strappa il cellulare dalle mani. «Tu non vedi dove stai? Questo non è un posto dove portare le ragazze, io stasera ti uccido!». La giovane trema dalla paura. Piange e lo implora di lasciarla stare mentre il 26enne la spoglia e comincia a toccarla ovunque. Poi la costringe a inginocchiarsi. È solo l’inizio di un incubo durato più di tre ore. Russo la sovrasta prendendola a schiaffi e mettendole le mani al collo. Infine si spoglia e la costringe a un rapporto orale. Antonella lo prega di smettere. Russo continua come se niente fosse. Il racconto della vittima, prima ai genitori poi ai carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, è terribile. Russo si ferma per qualche minuto, poi riprende con le botte. Il giovane si stende accanto alla ragazza, stringendole con forza la testa fra le sue gambe, poi la schiaccia con delle travi mentre le infila le dita in gola per soffocarla. Poi la lascia andare facendole promettere di non raccontare nulla. Antonella fugge. È completamente sotto choc quando, nelle prime ore del 3 agosto, torna a casa piena di lividi. I familiari, dopo averla portata in ospedale, si precipitano dai carabinieri. È la Procura di Torre Annunziata ad aprire un fascicolo di indagine. Al pm Nunzio Fragliasso la ragazza descrive tutto minuziosamente. Come i tatuaggi che il violentatore ha su tutto il corpo. Spetta ai carabinieri il compito di trovare i riscontri, a cominciare dai referti ospedalieri. L’irruzione nella cantina conferma ogni singola parola della poveretta. Il gip, Mariaconcetta Criscuolo, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sottolinea la pericolosità sociale e il rischio che Russo possa commettere reati simili.
