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Torino

“L’autista ci ha urlato: ‘Vi uccido tutti’”. La testimonianza di uno dei ciclisti investiti

L’ex artigiano edile agli arresti domiciliari, dove già si trovava dopo i fatti. La gip: “Ha difficoltà a controllarsi”. La difesa: “Faremo una consulenza psichiatrica”

I carabinieri sul luogo dove un'automobilista avrebbe investito deliberatamente un gruppo di ciclisti al termine di una lite, a Lanzo Torinese, ferendone quattro. Torino, 8 agosto 2026 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Giuseppe Campagna, 73enne di Coassolo, avrebbe urlato “vi uccido tutti” al momento dell’aggressione ai danni dei ciclisti che lo scorso 8 agosto a Lanzo Torinese ha investito dopo una lite. Sono le parole che emergono dalla testimonianza di uno dei quattro feriti, riferita ai sanitari e agli atti dell’indagine dei carabinieri.

Per l’ex artigiano edile la gip di Ivrea Lucrezia Natta ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, dove già si trovava dopo i fatti. “Faremo fare una consulenza psichiatrica per capire cosa è successo - le parole dell’avvocato Tommaso Servetto - perché il mio assistito continua a sostenere che è un gesto assolutamente inconsapevole”. Servetto assiste il 73enne insieme al collega Paolo Pavarini. “Campagna - riferisce il legale - dice che “è come se l’auto andasse da sola, che non era in grado di far nulla. Quando si è accorto, poi, li ha investiti, è andato avanti. A un certo punto dice di essersi svegliato, ha girato indietro per vedere cosa era successo e lì ha trovato quella situazione. Certamente siamo di fronte a un gesto inconsapevole, involontario, non c’era nessuna volontà di investire”. I difensori valutano se disporre una consulenza psichiatrica.

Campagna è incensurato (ha un precedente penale lontano nel tempo per un reato depenalizzato). La giudice riporta comunque due episodi, per i quali non conosce lo stato dei relativi procedimenti: nel 2013 avrebbe minacciato e picchiato un muratore che svolgeva lavori in casa sua e, nel 2022, avrebbe percosso un automobilista con cui avrebbe avuto un diverbio (Campagna ha negato il contatto fisico, ammettendo solo la lite). Secondo la giudice, questi episodi fanno concludere che l’indagato avrebbe difficoltà ad autocontrollarsi, dimostrando di agire in modo grave, pericoloso e sproporzionato rispetto alle comuni situazioni di micro-conflittualità tra individui che si vivono ogni giorno. Il fatto che dica di non ricordare bene quanto successo - secondo la gip - rende peggiore il rischio di recidiva, dato che che pare non avere piena consapevolezza delle proprie azioni.

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