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Cronaca nera

Precipita per salvare uno scout, muore a 61 anni

Vittima della caduta nella scarpata o di un malore. Salvo il ragazzino di 13 anni

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Ha sentito le grida di dolore di quel ragazzino che, poco prima, sorrideva giocando con sua figlia e non ha perso tempo: si è buttato nel canalone di rocce per aiutarlo. Un inciampo, un piede incerto e anche lui, però, è precipitato nella pietraia che fodera il monte Tavola sopra Bosco di Corniglio, nell’appennino parmense. È morto così Luca Storti, 61 anni di Salsomaggiore: a pochi metri quel giovane che chiedeva aiuto, immobile, entrambe le gambe doloranti, probabilmente fratturate. Lui ha cercato di raggiungerlo ma una caduta, forse seguita a un malore, gli sono state fatali. Quando è stato raggiunto era in arresto cardiaco.

L’uomo e il ragazzino facevano parte di un folto gruppo di scout, il Fidenza 1, cui si era aggiunto il Fidenza 2. Obiettivo era un campo a Costa degli Spini, a 841 metri di quota, fra i boschi dell’Appennino, per sfuggire all’afa con la disciplina e l’allegria di lupetti e coccinelle. Storti, che negli scorsi anni era stato anche presidente della Pubblica assistenza, era appassionato scout e a quella gita, rivolta a ragazzi delle scuole medie e ai loro genitori, aveva preso parte proprio accompagnando la figlia, rimasta vicino alle tende con il gruppo. Illesa, è sotto choc. Appassionato di montagna e fotografia, Storti si era allontanato dal campo per scattare qualche immagine. Così aveva fatto il 14enne che, poco dopo le 13, si era incamminato lontano dal gruppo per fare due passi, scivolando, però, nella scarpata.

I soccorsi per entrambi sono stati immediati, anche se inutili per il 61enne salsese. Il capo scout, compresa la situazione, ha allertato il 112 e ha poi raggiunto i due, avviando le manovre di rianimazione cardiopolmonare. La centrale operativa 118 ha inviato la squadra del soccorso alpino e speleologico che si è mossa dalla stazione di Monte Orsaro, mentre l’elicottero del 118, dotato di verricello, si è alzata da Pavullo nel Frignano. Da Parma, intanto, arrivavano altri soccorsi e l’ambulanza, mentre i vigili del Fuoco si sono alzati in volo da Bologna con un ulteriore elicottero. Mentre il ragazzino veniva stabilizzato ed elitrasportato all’ospedale Maggiore di Parma con una prima diagnosi di ferite di media gravità agli arti inferiori, a Storti veniva applicato anche il defibrillatore, in un disperato tentativo di rianimarlo. Ora indagano i carabinieri anche per capire se a uccidere Storti sia stata la caduta o un malore. Di sicuro ha vissuto sempre con generosità fino all’ultimo, come hanno sottolineato tutti gli amici.

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