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Manuela Bianchi come la mamma di Sempio: in ospedale d'urgenza per overdose di farmaci

Manuela Bianchi, la nuora della vittima Pierina Paganelli, finisce in ospedale dopo aver provato a farla finita con la stessa modalità di Daniela Ferrari

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Manuela Bianchi come Daniela Ferrari. Il caso Garlasco si intreccia ancora con il delitto di Rimini, dopo l’assoluzione di Louis Dassilva, alimentata da un anno e mezzo di dibattito sul ragionevole dubbio che la sentenza di condanna contro Alberto Stasi non avrebbe superato. E se nei giorni scorsi la mamma di Andrea Sempio, il commesso ritenuto dalla Procura di Pavia l’assassino di Chiara Poggi, ha tentato il suicidio con un’overdose di farmaci al culmine dell’esasperazione per l’odio social, ora è la nuora della vittima Pierina Paganelli a finire in ospedale, per aver provato a farla finita con la stessa modalità. Manuela Bianchi, ieri sera, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Rimini, dopo aver abusato di un quantitativo eccessivo di medicinali per il sonno. Soccorsa da personale del 118, all’arrivo in codice rosso al pronto soccorso i medici hanno immediatamente sottoposto la Bianchi a lavanda gastrica. Manuela avrebbe confermato ai dottori di aver assunto due confezioni di un farmaco a base di benzodiazepine, un medicinale sedativo, raccontando i motivi dell’insano gesto autolesionista, che risiederebbero, come per la mamma di Sempio, nella difficoltà a reggere alla gogna pubblica alla quale lei, suo fratello e soprattutto la figlia sono state sottoposte. Manuela Bianchi, d’altronde, è stata la testimone principale dell’accusa nel processo contro Louis Dassilva per l'omicidio di Pierina Paganelli, uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage del condominio di via del Ciclamino.

Lo scorso 9 giugno, la corte d'Assise di Rimini, dopo un lungo dibattimento nel corso del quale sono man mano caduti alcuni dei pilastri eretti dalla Procura contro il senegalese, ha assolto e scarcerato l’imputato, con il quale la stessa Bianchi aveva avuto una relazione sentimentale. Manuela, che la mattina dopo il delitto ha scoperto il cadavere della nuora, per oltre un anno e mezzo avrebbe mentito, non rivelando la presenza di Louis in garage al momento del ritrovamento, per poi cambiare versione e puntare il dito contro l’amante solo il 4 marzo 2025, quando durante l’audizione come teste davanti al pm Daniele Paci il verbale era stato interrotto e il magistrato l’aveva indagata per favoreggiamento nei confronti di Dassilva. E ieri la donna avrebbe collegato quell’overdose di farmaci proprio alle insinuazioni nei confronti della sua famiglia, che si sono acuite dopo l’assoluzione di Louis. In una nota l'avvocato Nunzia Barzan e il consulente Davide Barzan, che assistono Manuela, hanno fatto sapere che "da oltre 32 mesi la nostra assistita è oggetto di una costante esposizione mediatica, accompagnata da ripetuti attacchi personali, giudizi sommari e campagne di delegittimazione sviluppatesi tanto sui mezzi di comunicazione quanto sui social network e in ambienti direttamente o indirettamente collegati alla vicenda giudiziaria.

Negli ultimi giorni tale fenomeno ha registrato un'ulteriore e significativa escalation, con un’intensificazione degli attacchi mediatici, delle aggressioni verbali e della pressione sociale nei confronti della nostra assistita. Tale situazione ha avuto un impatto diretto e gravemente peggiorativo sulle sue condizioni" per cui si chiede un maggiore rispetto della dignità delle persone coinvolte nella vicenda”, concludono.

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