Le forze dell'ordine stanno indagando sull'omicidio di Roberto Pietro Guerrino, il noto interprete di 61 anni trovato morto in un appartamento al quarto piano di un palazzo di via Oxilia, in zona Nolo (Milano). Stando alle informazioni trapelate fino ad ora il corpo è stato rinvenuto nel pomeriggio di sabato 13 giugno. Sono stati i vigili del fuoco a entrare nell'abitazione e a fare la macabra scoperta.
Guerrino ha alle spalle un curriculum importante, e forse anche questo dettaglio potrebbe risultare rilevante nelle indagini. Ha infatti operato come interprete di personaggi come l'ex presidente americano Bill Clinton, Re Carlo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Mario Draghi e Mario Monti. Un personaggio, dunque, di rilievo. Arrivato a ricoprire ruoli di eccellenza dopo gli studi presso l'Università di Tor Vergata a Roma, lo Iulm di Milano, la New York University e la Scuola superiore per interpreti e traduttori di Milano.
Gli inquirenti stanno ora cercando di capire chi possa essere stato l'autore dell'omicidio.
Le forze dell'ordine sono intervenute nell'appartamento dell'uomo a seguito della richiesta d'intervento della nipote dell'ex compagno della vittima, dato che Guerrino non si faceva più sentire dal 12 giugno. I vigili del fuoco e i carabinieri della stazione locale sono potuti entrare grazie a una copia delle chiavi fornita da un'anziana vicina del 61enne, che lo aiutava ad occuparsi delle piante.
Il corpo si trovava in salotto, immerso in una pozza di sangue.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l'uomo aveva il cranio fracassato. La ferita era profonda, cosa che fa pensare a un grosso oggetto contundente, forse un soprammobile. Quanto al movente, gli investigatori stanno lavrando su ogni possibile pista. In queste ore i carabinieri stanno controllando che tutti i beni del 61enne siano in casa, cosa che escluderebbe la rapina.
Altro elemento importante è che Guerrino è stato trovato seminudo, con addosso abiti femminili (guepiere, tacchi e calze a rete). Questo fa pensare a un incontro intimo, forse degenerato in aggressione.
Da un analisi dei suoi dispositivi elettronici è emerso che l'uomo utilizzava almeno due app di incontri.In queste ore le forze dell'ordine stanno ascoltando alcuni testimoni ed esaminando le immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza presenti.