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Cronaca nera

Prof assalita, indagati per istigazione due under 14 e un russo

I coltelli, i preparativi in bagno: il video è sui social. I genitori si scusano con la prof

Frame Il 13enne prepara le armi e lo spray per l'aggressione alla docente

Prof aggredita a colpi di coltello a Centocelle. Mentre Marco, l’accoltellatore 13enne, è ancora «sotto osservazione» nel reparto di psichiatria infantile del policlinico Umberto I, i suoi genitori chiedono scusa pubblicamente.

Intanto i carabinieri della compagnia Casilina sono a caccia di quanti hanno diffuso il video dell’azione in rete. Almeno 4 i sospetti, ovvero gli iscritti al gruppo Telegram in videochiamata con l’attentatore dalle prime ore di venerdì mattina, e che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero istigato il ragazzino a vendicarsi sull’insegnante. «Colpevole», la professoressa 66enne Isabella Marsili, di averlo promosso in terza media con due debiti, in italiano e storia, da recuperare a settembre. Uno in particolare, quello in storia, da superare la mattina stessa dell’agguato con un’interrogazione programmata. Dai primi riscontri attraverso le chat del minorenne, non imputabile, il video sarebbe stato salvato dagli amici del ragazzino e inviato, a 24 ore dai fatti, ad altre chat e social. Una prima informativa, fatto, antefatto e confessione, è stata già inviata in Procura, quella dei Minori. Dalla relazione dei carabinieri il pm avrebbe aperto un fascicolo limitato al reato di istigazione alla violenza e lesioni gravi. Dei 4 indagati almeno due sarebbero minori di 14 anni. Un terzo di nazionalità russa, visto che le immagini postate sono accompagnate da scritte in caratteri cirillici. Un gioco agghiacciante di emulazione che solo per miracolo non è finito in tragedia. O meglio, un’azione ben studiata e premeditata da tempo che solo per l’intervento di Andrea, altro nome di fantasia, 13 anni, originario del Congo e residente in una casa famiglia della zona, non è finita nel peggiore dei modi. È Andrea a gettarsi addosso al compagno di classe quando questi sferra la terza coltellata sul costato della Marsili, disarmandolo. Marco aveva preparato il tutto nel bagno della scuola Giovanni Verga, poco prima che suonasse la campanella della prima ora. Alle ore 9 la prof fa l’appello e segna l’assenza. Un minuto dopo l’irruzione in aula del ragazzino. Zainetto con un primo coltello da sub agganciato, un secondo appeso alla cintura, nelle mani una bomboletta di spray urticante per stordire l’insegnante. In testa caschetto da bici con lo smartphone fissato su una staffa e occhiali da softair per non essere investito dal peperoncino spruzzato negli occhi della prof. Quello che succede poi lo racconterà la vittima in diretta tv appena dimessa dall’ospedale del quartiere, il Vannini di Torpignattara. Indagini in corso anche sugli acquisti on line del ragazzino con la carta di credito della mamma, vale a dire sui due pugnali seghettati, sullo spray urticante, sugli occhiali e sulla staffa da fissare sul casco. Com’è possibile che la donna non si sia accorta degli acquisti? Un soggetto astioso e cupo, almeno nei confronti della sua insegnante, tanto da agire con freddezza e sguardo assente. Su questi e altri aspetti del carattere e della personalità di Marco dovranno lavorare gli esperti del centro di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli, a San Lorenzo, dove Marco dovrebbe entrare a breve.

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