«Sono rimasto assolutamente sconvolto. Non mi sarei aspettato minimamente una cosa del genere. L’ultima volta che l’ho visto è stata la settimana scorsa. Era relativamente tranquillo, relativamente». Lo psichiatra di Federico Vella, parlando ai microfoni del Tg1, dice di aver ricevuto il 36enne suicida solo pochi giorni prima. Era in cura da 15 anni ma ultimamente gli incontri erano diventati più radi. «Non era pericoloso». Lorena chiusa nel baule, Lorena gettata dal cavalcavia sulla A1 raccontano altro. Raccontano il lato più oscuro, quello che nemmeno in una seduta con lo psichiatra emerge come allarme.
Quando emergono le ombre? Quando i mostri interiori diventano un pericolo mortale? E quando denunciare, comeinvece non ha voluto fare Lorena Isceri? «Paura e legame possono convivere. Per questo non dobbiamo aspettarci che chi è coinvolto riesca sempre a valutare lucidamente il proprio rischio» spiega David Lazzari, psicologo della salute, presidente dell’Osservatorio Benessere Psicologico e Salute Benèpsys, che sottolinea l’importanza di riconoscere i segnali che dovrebbero far scattare un allarme rosso. «Una donna - dice Lazzari - può temere un uomo e, nello stesso tempo, provare ancora affetto, compassione, senso di colpa, o sperare che cambi. Possono esserci anche forme più o meno evidenti di dipendenza: affettiva, psicologica, economica o semplicemente legata all’abitudine a pensarsi dentro quella relazione. Tutto questo può rendere molto difficile interrompere il rapporto o denunciare. Per questo - chiarisce lo specialista - non dobbiamo aspettarci che chi è coinvolto riesca sempre a valutare lucidamente il proprio rischio».
Eppure la conta delle vittime negli ultimi anni si è fatta drammatica e una denuncia può rivelarsi fondamentale per allontanare il pericolo. Ma se vedere il rischio che si corre in queste situazioni può essere difficile, troppo spesso scopriamo che anche chi è vicino alle vittime non riesce a far ascoltare i propri timori. «Spesso familiari e amici temono di essere invadenti, di forzare una persona adulta o di perdere la sua fiducia. C’è anche una cultura della privacy che porta a considerare la coppia come un territorio nel quale è difficile entrare» ragiona Lazzari.
«Ma quando compaiono paura, controllo, minacce o persecuzione non siamo più soltanto nel privato. Bisogna aiutare familiari e amici a riconoscere i segnali e a sapere come accompagnare concretamente la persona verso i servizi competenti» aggiunge lo psicologo.
