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Cronaca nera

Ornella picchiata a morte. L’albanese voleva fuggire

Il 42enne ha lasciato la compagna agonizzante davanti all’ospedale poi si è diretto al porto di Bari per imbarcarsi per il suo Paese: è stato fermato

U'immagine del profilo Instagram di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni, morta la notte scorsa per le percosse subite, Amendolara, 16 agosto 2026. INSTAGRAM ORNELLA FORASTEFANO +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

È stato rintracciato nel porto di Bari mentre era in procinto di partire. Secondo chi indaga il 42enne, di nazionalità albanese, stava per imbarcarsi su un traghetto che l’avrebbe portato nel suo Paese d’origine, probabilmente per far perdere le tracce dopo aver ucciso la moglie Ornella Forastefano, di 46 anni.

Su di lui si erano subito concentrate le indagini dei carabinieri di Cosenza, dopo che nella notte tra sabato e domenica Ornella era stata trovata abbandonata davanti all’ospedale di Trebisacce in condizioni gravissime. È intorno alle 3 del mattino che medici e infermieri del pronto soccorso trovano la donna in agonia: riversa al suolo con ferite in diverse parti del corpo, compresi volto e nuca. Viene subito condotta in ospedale e i sanitari tentano di rianimarla, ma la 46enne muore poco dopo. Secondo i medici calabresi presentava gravi lesioni e politraumi. Ad ucciderla le violente percosse subite. Sarà comunque l’autopsia sulla salma che si svolgerà nei prossimi giorni a stabilire l’origine delle ferite e ad accertare le cause del decesso.

Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Castrovillari e condotte dal Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza e dai carabinieri di Cassano allo Ionio e di Trebisacce, Ornella Forastefano sarebbe stata uccisa ad Amendolara, comune del Cosentino in cui viveva. Figlia di Antonio Forastefano, ucciso nel 1999 mentre usciva dalla sua pescheria a Marina di Sibari e nipote di Domenico (padre di Pasquale, indicato dagli inquirenti come uno dei reggenti dell’omonima cosca di ‘ndrangheta), Ornella gestiva un bar nel centro di Trebisacce insieme ai due figli. I suoi rapporti familiari non sembrerebbero comunque essere legati al femminicidio. Il movente potrebbe invece essere di natura sentimentale: la vittima e il suo compagno avevano una relazione e convivevano da circa un anno. Il 42enne si era però reso irreperibile e probabilmente ha subito lasciato la Calabria in direzione Bari - dove contava di imbarcarsi sulla prima nave. Fermato nel porto pugliese, è stato interrogato a Bari nella giornata di ieri. Gli accertamenti hanno consentito di definire una prima ricostruzione dei fatti ma l’unica certezza è che il 42enne, dopo avere portato Ornella agonizzante al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce, ha fatto perdere le tracce dileguandosi. Al momento nessuna pista è esclusa, anche se tra i possibili moventi si fa strada la gelosia.

Intanto il comune di Trebisacce, cittadina di origine di Ornella, esprime «profondo cordoglio per un grave fatto di cronaca, in un giorno di festa per la nostra comunità». Anche l’amministrazione comunale di Amendolara, pur specificando che «la vittima non risulta essere né residente né domiciliata ufficialmente nel territorio del comune», esprime «profondo dolore e sgomento per la tragica scomparsa» e «resta in attesa che gli inquirenti facciano piena luce su quanto accaduto».

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