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Cronaca nera

Pianificava attentati a sinagoga e moschee. Arrestato un 22enne

Il giovane è accusato di addestramento con finalità di terrorismo. Ritenuto un lupo solitario con idee maturate sul web

Terrorismo arresto giovane Milano

Ogni epoca ha il terrorista che si merita, e la nostra ha quello che chiede scusa in anticipo. «Non sono un combattente, quindi scusate eventuali errori che commetterò durante il mio attacco». Lo scrive Gabriel Alessandro Glorioso, 22 anni, San Giuliano Milanese, documento che gli investigatori considerano il suo testamento. Ieri mattina i carabinieri del Ros di Milano guidati dal comandante Andrea Ilari lo hanno portato in carcere su ordinanza del gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo. L’accusa è addestramento con finalità di terrorismo. I bersagli erano la sinagoga milanese di via della Guastalla e il centro islamico di via Buozzi a San Donato.

Non lo ha scoperto un algoritmo, lo ha scoperto un amico. Il 14 agosto va a trovarlo, vede in camera armi senza tappo rosso e gadget nazisti, si sente dire che bisogna uccidere ebrei e musulmani «per liberare l’Italia». Undici giorni dopo entra in una caserma dei carabinieri nel Lodigiano e racconta tutto. Sul telefono di Glorioso era salvato come «Luca Amico Vecchio Ma Buono». Buono, alla fine, lo è stato davvero.

Nell’iPhone c’è la biblioteca standard del suprematista da cameretta: Tarrant, Breivik. E c’è la produzione propria, dodici pagine dal titolo da playlist emo: «Cronache dall’acquario: silenzio, pazienza e disciplina».

Dentro: «Io mi sento un soldato e so che la mia è una guerra già iniziata, anche se la sto ancora organizzando».

Si dice «etnicamente bianco», con genitori dall’«Europa nordoccidentale». La madre, dagli atti, è nata a Cuba. Nelle «Domande e risposte» ricalcate dai manifesti altrui si rassicura sui «neri» che avrebbe ucciso, che nei suoi bersagli non c’erano.

Nemmeno il fanatismo si salva dal copia e incolla.

Le note operative, finite nel cestino ma non sparite, hanno titoli da agenda: «Strategia», «Missione 1», «Creazione bomb», con a margine «tutto ancora in fase di prova». C’è la lista della spesa: «Temu roba tattica, sciabola, fascia da braccio, uniforme nazista». La rivoluzione razziale ordinata sulla piattaforma degli sconti. C’è la tattica: «fingersi morto». C’è il sogno: elmetti con la GoPro, «daremo uno spettacolo», per diventare «i Martiri del suprematismo bianco». Al plurale, anche se il gruppo non esiste. «La prima missione è prenderci Arturo», un amico con cui aveva litigato.

Il Ros non lo aveva mai incrociato, nessun legame con la destra radicale. Lupo solitario col wifi. «Da dove provengono le tue convinzioni?», si chiede.

«Principalmente da internet».

Per il gip i domiciliari sarebbero inutili: il reato si commette in camera, collegati. Gli inquirenti hanno annotato una data: Chanukah, la festa ebraica delle luci, dal 4 al 12 dicembre. Glorioso la passerà in cella. Lo difende l’avvocato Pier Luigi Fettolini.

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